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Aprire un Negozio Online: Pratiche Burocratiche

Come si apre un negozio online? O meglio, qual è la prassi burocratica per avviare un negozio online? Oggi volevo illustrarti tutte le pratiche burocratiche e amministrative che vanno espletate prima ancora di pensare alla creazione del sito web. Vediamole.

Apertura della partita IVA

Un negozio online non è un gioco: è un’attività imprenditoriale vera e propria. Come qualsiasi attività economica quindi, occorre aprire la partita IVA. La partita IVA non è obbligatoria se si tratta di un’attività occasionale e non continuativa e con un reddito annuo inferiore ai 5.000 euro. Un negozio online però, non è un’attività occasionale. Un negozio online è identico a tutti gli effetti ad un negozio su strada. L’unica cosa che cambia è il locale, che, nel caso di un negozio online, corrisponde ad un sito web. Per maggiori informazioni, ti consiglio di leggere un mio vecchio post illustra come e quando aprire la partita IVA.

Iscrizione alla Camera di Commercio

Come qualsiasi attività economica, anche un negozio online deve essere iscritto alla CCIA (Camera di Commercio Industria e Agricoltura). A questo proposito vorrei ricordarti che dal 1° aprile 2010 tutte le imprese – sia individuali che societarie – devono obbligatoriamente espletare gli adempimenti attinenti al Registro delle imprese (iscrizione, modifica, cessazione) per via telematica o su supporto informatico, tramite la procedura ComUnica. La procedura ComUnica è un timido passo avanti nel tentativo di eliminare un po’ di burocrazia. ComUnica infatti, permette di ottemperare agli obblighi di legge verso Camere di Commercio, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate, inoltrando tutti i vari documenti, ad un solo destinatario che si fa carico di trasmettere agli altri enti le informazioni di competenza di ciascuno. Con la recente normativa, qualsiasi comunicazione con la pubblica amministrazione deve avvenire con modalità telematica. Ciò significa che occorre un computer, un collegamento ad Internet e una firma elettronica. Per la firma elettronica dovrai rivolgerti alla Camera di Commercio della tua città e dovrai acquistare l’apposita chiavetta alla “modica” cifra di 70 euro. Per qualsiasi comunicazione con la PA infinre, non è più possibile usare la posta elettronica classica, in quanto occorre dotarsi obbligatoriamente della PEC (Posta Elettronica Certificata).  Puoi richiedere la PEC gratuitamente qui.  Come al solito però, in Italia le cose vengono fatte a metà. In passato tentai di usare ComUnica senza successo. Uno strano errore Java impediva il completamento della procedura. Non so se oggi le cose siano cambiate, ma se incontri ostacoli, il mio suggerimento è il seguente: non perdere giornate inutilmente: vai dal tuo commercialista.

Presentazione della S.C.I.A. (ex D.I.A.P.)

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) sostituisce la Dichiarazione di Inizio Attività Produttiva (D.I.A.P.). È un’autocertificazione dove si attesta l’inizio dell’attività (o la modifica o la cessazione). Si tratta di un documento (modello COM 6 bis) che va presentato prima dell’inizio dell’attività. La modalità di presentazione dipende dalla provincia nella quale ti trovi, perciò ti consiglio di rivolgerti allo SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) della tua città. Per scoprire lo SUAP della tua città, puoi consultare l’elenco nazionale SUAP che trovi all’interno del sito Impresainungiorno.

Corso somministrazione alimenti e bevande (ex-REC) per i settori alimentari

Se il tuo negozio online ha a che fare con alimenti e bevande (sì, anche se non è un negozio fisico devi ottemperare a questi obblighi) dovrai possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. Aver frequentato con esito positivo corsi professionali istituiti o riconosciuti dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, aventi a oggetto l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, o corsi di una scuola alberghiera o di altra scuola a specifico indirizzo professionale
  2. Aver prestato servizio, per almeno due anni negli ultimi cinque anni, presso imprese esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendenti qualificati addetti alla somministrazione, alla produzione o alll’amministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore;
  3. Essere in possesso dell’iscrizione nel Registro Esercenti il Commercio (REC) per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ottenuta prima del 4 luglio 2006.
  4. Aver superato l’esame di idoneità presso la Camera di Commercio (art. 2, comma 2, lett. c) della L. 287/91), precedentemente all’entrata in vigore della legge 248/2006, pur non avendo proceduto a richiedere l’iscrizione al REC.

Se non possiedi alcuno di questi requisiti, dovrai frequentare un apposito corso di somministrazione alimenti e bevande (ex REC) che ora prende il nome di P.I.A. (Percorsi Integrativi Assistiti). Per scoprire dove effettuare il corso puoi rivolgerti alle associazioni Confcommercio o Confesercenti della tua città. I P.I.A. prevedono un’attività formativa accompagnata da una successiva fase di assistenza e consulenza tecnica, totalmente gratuita, in favore dei partecipanti. Ovviamente il corso non è gratuito.

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45 commenti

  1. gentilissimo amministratore del sito ho trovato questo interessantissimo articolo ma non mi è chiaro un punto: se vendo alimenti on line utilizzando la mia casa come luogo di lavoro, vendendo per l’appunto prodotti alimentari (confezionati e non di mia produzione quali caffe o zucchero per esempio…) devo avere oltre che al corso di “somministrazione bevande” anche un magazzino a norma per la gestione e la giacenza dei prodotti o ,essendo una attività on line svolta in tutto e per tutto nel mio domicilio, non necessito di nessun magazzino definito “a norma”??
    Grazie

    Max

    Commento by max — @

  2. Anche se fai tutto da casa, devi avere un locale fisico adibito a magazzino che soddisfi i requisiti richiesti per la vendita di prodotti alimentari. Però le normative variano da comune a comune, quindi dovresti chiedere conferma al tuo comune di residenza.

    Commento by Sir Vester — @

  3. Salve,anche chi vorrebbe vendere prodotti alimentari e bevande per animali ( cani,gatti,uccelli,pesci,ecc…)è tenuto ad avere i requisiti sopra descritti ( corso di somministrazione e magazzino a norma )?
    grazie

    Commento by Enrico — @

  4. Direi proprio di sì

    Commento by Sir Vester — @

  5. Salve…questo articolo è davvero interessantissimo ma avrei una domanda da porre…se volessi vedere accessori(borse, cinture,scarpe) acquistati in negozi esteri ( Londra, Parigi…) come dovrei procedere?? e piuttosto c’è un numero massimo di capi ke posso portare??
    Grazie…

    Commento by Ramona — @

  6. Salve amministratore io vorrei aprire un negozio online di abbigliamento(t-shirt,scarpe da calcio,felpe e qualche accessorio).Vorrei sapere se possibile tutte le spese annuali a cui dovrei andare incontro i vari :Inps ,P.iva,camera di commercio,inail,pec,firma elettronica ecc.
    In attesa di una risposta le mando i più cordiali saluti.

    Commento by Silvio — @

  7. Ciao Silvio, se ti leggi questo blog, trovi tutte le risposte alle tue domande.

    Commento by Sir Vester — @

  8. Salve, le sue pubblicazioni mi sono state molto utili, avrei bisogno di un solo chiarimento. Nella parte su come aprire P.IVA(iscrivendosi al Registro delle Imprese attraverso ComUnica) ha scritto che ci si può prendere un tempo di 18 mesi per poter prima capire i ricavi dell attività, invece nella parte dedicata alla S.C.I.A. parla di un documento modell6 bis che in realtà va presentato al comune prima dell inizio attività. Ho scaricato quel modulo e nelle sue istruzioni viene precisato che entro i 30 giorni dalla presentazione di quel documento bisogna fornire una sua copia anche alla CCIA e iscriversi al Registro delle Imprese quindi compilare ComUnica. Quindi come faccio ad aspettare quei 18 mesi per vedere come va l,attività? Grazie

    Commento by Malwina — @

  9. Ciao Malwina, come ho ripetuto sino alla nausea, se si avvia un negozio si deve aprire la partita IVA e usare Comunica SUBITO. Il discorso sui 18 mesi è relativo ad una IPOTETICA attività che ancora non esiste. Nel senso: non so ancora se la mia può essere un’attività valida e continuativa, quindi ci provo, poi se va bene apro la partita IVA. Ma aprire un negozio non è un’ipotetica attività: è un’attività commerciale a tutti gli effetti. Mi spiego?

    Se tu vuoi aprire un’edicola, non puoi aspettare 18 mesi per vedere come va, perché la vendita dei giornali è un’attività commerciale assodata. Se invece ogni tanto vendi qualcosa, come ATTIVITA’ OCCASIONALE, allora è valido il discorso dei 18 mesi. Ad esempio: vendi su eBaby la tua bicicletta usata. Poi vendi quella di tuo fratello. Poi quella di un amico. Poi ti accorgi che può diventare un business e allora apri la partita IVA. Spero di essermi spiegato una volta per tutte.

    Commento by Sir Vester — @

  10. Mi sa che non mi sono spiegata, la mia domanda non era riferita a un negozio ma a un’attività da svolgere solo online e mi sembrava di aver capito che finche non supero la soglia di 5000€ di ricavo allora non sono obbligata di aprire la partita iva giusto? Sono un arredatrice e volevo aprire un attivita di consulenza e progettazione degli interni online. Quindi la mia domanda era: posso fare il mio sito web e iniziare la consulenza??? e vedere nei 12 mesi se effettivamente sta funzionando e se ho superato la famosa soglia di 5mila € di cui parlavi? o non ho diritto di dare questa consulenza senza aver presentato inizio attività S.C.I.A.??? Se pero presento la SCIA allora devo anche iscrivermi nel Registro delle Imprese(come specificato nel modello6bis)e quindi apro anche P.IVA ma cosi non ho mai potuto avere il periodo di prova…anche perche non si tratta di vendita di una bicicletta, per poter provare se la vendita di mia consulenza funziona ho per forza bisogno di farlo attraverso il sito web. Spero che ora mi sono spiegata bene e riuscira a darmi una risposta . La ringrazio perche mi è veramente utile .

    Commento by Malwina — @

  11. Ti sei spiegata benissimo. Forse non mi sono spiegato io invece… Se fai CONSULENZA, allora stai svolgendo un’attività commerciale a tutti gli effetti. Attività continuativa e non occasionale. Quindi, non puoi operare senza aprire una partita IVA.

    Commento by Sir Vester — @

  12. Vorrei chiedere un piccolo dettaglio,ho intenzione di aprire un negozio online di abbigliamento però dovrei creare la partita IVA,pensandoci io ho già una partita IVA come medico,potrei comunque utilizzare essa?

    Commento by Rocco — @

  13. Come ho detto molte volte, non sono un commercialista perciò è inutile che mi rivolgiate questo genere di quesiti. Comunque secondo me sì, potresti usare IDDA. :D
    A “naso” mi viene da dirti che come minimo dovresti aggiungere un nuovo codice ATECO alla tua partita IVA. Non so se sorgono problemi di compatibilità con il tuo lavoro però. Consulta il tuo commercialista.
    Invece posso dirti una mia impressione: siamo sicuri che in tempi di crisi economica, l’apertura di un negozio di ABBIGLIAMENTO sia una mossa giusta? No, perché se non erro tra le spese in calo ci sono proprio quelle relative all’abbigliamento…

    Commento by Sir Vester — @

  14. …Buongiorno……ho presentato il modello COM6bis – COMMERCIO ELETTRONICO + SCIA al mio comune e alla camera di commercio (tramite commercialista, online, perchè il cartaceo non è più ammissibile nelle camere di commercio),con una spesa di 148 euro,di diritti cciaa… è possibile questo per una semplice comunicazione?…..io già possiedo partita iva e luogo di vendita.

    Commento by umberto — @

  15. Per quanto riguarda la licenza alimentare, per la vendita di prodotti alimentari, non mi sono chiari i requisiti per ottenerla. Ho letto della Circolare 3642/C del 15 aprile 2011 del Ministero dello sviluppo economico, che prevede tra gli altri il possesso di una laurea con almeno un esame nei settori disciplinari previsti. Tra i requisiti che ho trovato su questo forum questa possibilità non è prevista. Vorrei quindi capire se effettivamente è sufficiente la Laurea o comunque serve il corso della Regione/provincia o l’aver prestato servizio in un ruolo simile.
    Ringrazio in anticipo,
    Mariangela

    Commento by Mariangela — @

  16. Mariangela, questo NON E’ UN FORUM MA UN BLOG. Comunque, per capire se hai i requisiti, ti consiglio di contattare Confesercenti o Confcommercio. :-)

    Commento by Sir Vester — @

  17. Buon giorno volevo chiedere se per un’attivita commerciale on line con vendita di prodotti alimentari é sufficiente l’ Haccp e se i prodotti che vendo li compro direttamente all’ingrosso e li spedisco subito una olta avuto l’ordine da un ipotetico cliente posso non avere il magazzino di giacenza. La ringrazio di tutto questo é uno dei pochi suggerimenti seri e dettagliati che abbia visto in giro

    Commento by alessio — @

  18. No, non è sufficiente. Il deposito o magazzino è obbligatorio, anche se si fa “drop shipping”. Purtroppo i burocrati italiani non sanno nemmeno cosa sia il drop shipping. Anche se spedisci subito, devi avere un magazzino aperto al pubblico, cioè ISPEZIONABILE.

    Commento by Sir Vester — @

  19. Salve, io ho già un negozio online per cui ho espletato tutte le formalità. vorrei aprirne un altro con un nuovo dominio internet e settore merceologico completamente diverso, che formalita’ devo espletare? posso usare la partita IVA che ho già? nel certificato di attribuzione è riportato solo il sito che è già aperto

    Grazie

    Commento by maria — @

  20. Salve, mi sto informando dai vari forum , come aprire un negozio online e tutta la parte burocratica che occorre.
    Gradirei informazioni piu’ dettagliate da voi , in merito all’apertura di un negozio , come e dove poter acquistare i relativi prodotti!

    Commento by giuseppe — @

  21. Buonasera,
    ho aperto un sito di vendita di prodotti alimentari.
    Sono un agronomo. Devo seguire il corso di somministrazione alimenti e bevande pur avendo questa qualifica?

    Grazie

    Commento by Edoardo — @

  22. Non lo so. Bisogna vedere se i tuoi titoli di studio sono riconosciuti a questi fini. Per maggiori informazioni, chiedi a Confesercenti o Confcommercio.

    Commento by Sir Vester — @

  23. BUONASERA! AVREI INTENZIONE DI PARTIRE CON UN SITO CHE LO GIA PREPARATO(CON DEI PRODOTTI)
    PER LA VENDITA ONLINE DI OGGETTI ELETRONICI
    MA HO PAURA CHE SE NON VA BENE QUINDI PASSIVO(5000€) NON SO SE MI CONVIENE SPENDERE SOLDI PER LE DICHIARAZIONI,ISCRIZIONE…
    LA PARTITA IVA O CAPITO CHE NON LA CHIEDO FINO AL 500€ MA DEVO DICHIARARE COMUNQUE ALLA CAMERA DI COMERCIO,REGISTRO…BLABLABLA?
    GRAZIE!

    Commento by PIT — @

  24. Se apri un sito di vendita devi aprire la partita iva, iscriverti al Registro delle Imprese e tutti gli altri adempimenti che ho descritto nel blog.

    Commento by Sir Vester — @

  25. Salve, sono un artigiano e mi occupo di posa di parquet…ho già partita iva, camera di commercio, ecc… mi sembra di aver capito che
    se volessi aprire un negozio on line di vendita di parquet non mi serve molto altro.. è corretto?
    Ringrazio anticipatamente della Sua cortesia.

    Commento by Alessandro — @

  26. Sì, è corretto. Non ti serve altro.

    Commento by Sir Vester — @

  27. Salve io vorrei aprire un negozio di telefonia mobile usata on-line… Essendo sicuro di non superare i 5000€ annui mi serve registrare e aprire partita iva??

    Commento by Anto — @

  28. Salve,

    abbiamo una srl con il seguente oggetto sociale: produzione e vendita di occhiali all’ingrosso etc. etc.
    ora per poter vendere il prodotto siamo costretti: prima a comprare la materia prima e poi a lavorarlo (o farlo lavorare) prima di venderlo all’ingrosso. Questo è l’unico modo per poter vendere al’ingrosso senza dover avere un punto vendita apposito.
    Ora mi hanno detto che ci sarebbe un’altra via, ossia attivare il commercio elettronico (e-commerce). A questo punto avrei alcune domande:
    se faccio l’e-commerce (beni non alimentari) devo cmq avere un punto vendita o basta dichiarare un deposito che potrebbe anche essere casa mia ? il deposito richiede vincoli specifici ?

    Inoltre il Suap del mio comune di Salerno dice che essendo un e-commerce all’ingrosso e non al dettaglio a loro non devo comunicare niente ma solo alla camera di commercio. Siamo sicuri che è come dice il Suap ? mi sembra strano anche perchè solo nella Scia Mod.Com6bis da comunicare al suap si ha la possibilità di comunicare alcune cose.

    Se cosi fosse mi resta che comunicare in via telematica il modello I1 alla camera di commercio o nemmeno questo ?

    grazie,

    Giuseppe

    Commento by giuseppe — @

  29. Ciao Giuseppe, premesso che, come ho sempre detto, non sono un commercialista, ti posso dire come la vedo io ma comunque per sicurezza dovresti sentire il TUO commercialista.
    Io ti dico che il deposito serve per chi vende beni alimentari, perché per ragioni di salute pubblica, i beni devono essere conservati in un certo modo e i locali devono essere ispezionabili (casa tua non è ispezionabile).
    Però, se tu vendi beni non alimentari, non credo serva nemmeno un deposito o magazzino, figuriamoci un punto vendita. Quindi no, secondo me non servono punti vendita.
    Sempre secondo me, tu devi comunicare la variazione tramite SCIA, ma magari nel tuo comune non serve. Se il SUAP ti ha detto così, probabilmente sarà così. Molte normative variano da regione a regione e addirittura da comune a comune.
    Detto tutto questo: io faccio l’informatico, quindi non so nulla di argomenti legali, burocratici e via dicendo. Quindi le mie opinioni valgono quanto il due di briscola. Dovresti sentire il tuo commercialista e, nel caso lui non sapesse come muoversi, dovresti incentivarlo ad informarsi perché tu lo paghi per questo (stiamo dando per scontato che tu abbia come minimo un commercialista, visto che sei una SRL e ti occupi di vendita all’ingrosso).

    Commento by Sir Vester — @

  30. Buon giorno, per fare un sito pubblicitario della mia ipotetica attività di riparatore e assistenza PC ( e dico ipotetica in quanto é solo agli inizi e quindi inferiore ai £ 5.000,00 ) devo comunque iscriversi in solo partita IVA? Inoltre io lavoro già come dipendente in regola presso una ditta privata quindi la mia attività é come secondo impiego . La ringrazio Venturi Ida

    Commento by Venturini Ida — @

  31. Non importa se è agli inizi o se fattura solo 5.000 euro. Ciò che conta è che sia occasionale. Se scendo sotto casa e vendo tutta la mia collezione di fumetti, sto facendo attività occasionale, perché vendo oggi e non lo farò mai più. Viceversa, se apro un McDonald’s e non entra nessuno e quindi fatturo meno di 5.000 euro, non faccio attività occasionale, perciò sono obbligato ad aprire la partita IVA. Spero di essere stato chiaro una volta per tutte.

    Commento by Sir Vester — @

  32. OK, ma essendo dipendente in regola devo iscriversi anche alla camera di commercio inps ecc… ancora grazie

    Commento by Venturini Ida — @

  33. Salve vorrei provare a vendere accessori online quindi potrei farlo senza aprire partita iva e senza iscrivermi a nulla? Grazie!

    Commento by giulia — @

  34. Salve, i suoi articoli sono davvero chiari e ricchi di informazioni utili. Vorrei solo un chiarimento in merito all’avvio di un’attività online. Stamane ho avuto un incontro con un funzionario informativo dell’Agenzia dell’Entrate che mi ha detto che aprire un’attività online è completamente diverso rispetto ad un’attività “normale” e ha un complesso di norme del tutto diverse; questa cosa mi ha lasciata un pò perplessa visto che sapevo che avviare un’attività online è come avviare un’attività imprenditoriale vera è propria. Spero di avere un chiarimento in merito.
    Grazie mille, a presto.

    Commento by Stefania — @

  35. salve,non so se sono nel posto giusto..io e una mia amica vorremmo aprire un sito di spedizione fiori & affini a domicilio..oltre al lato burocratico-fiscale per il quale ci rivolgeremo al commercialista, c’è qualcos’altro che dovremmo sapere?scusate ma non riesco a trovare info-.
    grazie e ciao.
    federica

    Commento by federica — @

  36. Stefania, non mi risulta.

    Commento by Sir Vester — @

  37. Salve, complimenti per il blog e per le informazioni che da.

    Per la vendita di prodotti alimentari on line, mi appoggerei, come deposito/magazzino ad un corriere. Venderò in maggioranza prodotti che acquisterò dopo averne ricevuto l’ordine, quindi il mio corriere si occuperebbe di eventuali giacenze e dello smistamento dei prodotti. Ho chiesto al corriere la documentazione (haacp e altro) che gli permetta di fare questo e mi dice che essendo un corriere non ha obblighi di tale genere, se non quelli, diciamo così, sanitari normali di un deposito di corriere dove le merci transitano e basta senza fermarsi..

    Potrebbe essere corretto?
    La ringrazio in anticipo.
    Antonio

    Commento by Antonio — @

  38. Gentillissimo sir Vester ho parlato col commercialista per l’eventuale apertura di un sito di ecommerce con abbigliamento e accessori proveniente da varie parti del mondo(europa e worldwide) secondo lei come si potrebbe ovviare alla necessita di acquistare prodotti grezzi da far stampare( tshirt)?? Spero mi possa aiutare Ornella

    Commento by Ornella — @

  39. salve, la mia domanda è un’altra io sto aprendo un deposito alimentari , cioe compro prodotti gia confezionati (pane latte ecc)e li rivendo con consegna a domicilio, volevo sapere per quanto riguarda il trasporto il furgone deve avere della autorizzazioni o no?

    Commento by luigi — @

  40. ho letto tutto in questo sito ma c’è una cosa che non riesco a capire

    io ho un piccolo negozio non un magazzino quindi penso proprio che non faccia differenza anzi penso che sia miglire.

    il mio consulente dopo avergli parlato di questa mia idea mi ha detto che non sa se c’è differenza tra un negozio normale o un negozio online e si doveva informare alla camera di commerci lei cosa mi dice??? c’è differenza e se si quale???

    vorrei capire un altra cosa dopo aver aperto la partita iva, dopo aver presentato i documenti alla camera di commercio per iscriversi, dopo aver presentato la scia al comune posso già iniziare a lavorare dal giorno successivo???

    io dovrei vendere bigiotteria insomma collane, bracciali e anelli mi servono altre documentazioni, autorizzazioni o licenze???

    Commento by carlo — @

  41. 1) se hai già un negozio su strada, allora hai già tutte le autorizzazioni del caso e puoi aprire il negozio online SENZA DOVER FARE ALTRO. A meno che tu non venda pesci su strada e voglia vendere pneumatici online…

    2) tra un negozio online e uno su strada non c’è alcuna differenza.

    Ora però faccio io una domanda:

    MA I COMMERCIALISTI CHE C…O FANNO OLTRE A PRENDERE SOLDI DAI CLIENTI?

    Nel 2013 non è ammissibile, a mio avviso, rispondere ad un cliente che non si sa se c’è differenza o meno… è come se a me chiedessero di fare un sito web dinamico e io rispondessi che non so di cosa si sta parlando. Purtroppo non è solo il tuo “consulente” perché molti mi scrivono dicendomi che il loro commercialista “NON SA”. Personalmente ne ho cambiati tanti di commercialisti e ne sapevo SEMPRE – SEMPRE – più io di loro.

    Commento by Sir Vester — @

  42. Salve a tutti;
    Premetto che sono proprietario di un sito e.commerce….
    Ieri mi sono imbattuto in una discussione verbale con il responsabile dell’ufficio commercio del mio comune di residenza, in quanto non vogliono accettare la scia( consegnata con modello COM6BIS) perchè il funzionario molto insistentemente e con toni anche sgradevoli, mi ha detto testuali parole: per poter procedere all’attività di vendita, è obbligatorio possedere un locale commerciale dove svolgere l’attivita, o in alternativa un’ufficio regolarmente dichiarato.
    Quello che vi chiedo è quanto: per operare in e.commerce è obbligatorio avere un locale commerciale o un ufficio regolarmente dichiarato?
    Oppure la normativa vigente prevede che l’attività e.commerce può essere svolta anche a casa mia dove ho domicilio fiscale e sede legale della mia ditta individuale????
    Grazie.

    Commento by Raffaele.S — @

  43. OPS dimenticavo;

    Il settore commerciale riguarda abbigliamento, accessori e calzature.

    Mi indicate la normativa di riferimento dove specifica che non ci vuole un locale commerciale o un ufficio regolarmente dichiarato?
    PS: ho tempo fino al 2 settembre poi decorrono i 30 giorni della SCIA.

    Di nuovo Grazie mille.

    Commento by Raffaele.S — @

  44. Ciao Raffaele, premesso che le regole variano da comune a comune e premesso che non sono un commercialista, a quanto ne so io, se non tratti alimenti, puoi aprire *SENZA* ulteriore locale a parte il tuo domicilio, il quale può fungere benissimo da sede legale.
    E’ un po’ quello che accade con i liberi professionisti (architetti, commercialisti, etc.): non hanno l’obbligo di uno studio fuori dalle mura domestiche.

    Allora se io vendo beni immateriali come EBOOK o SOFTWARE, che devo fare, li devo mettere in un DVD da depositare in un magazzino? :D

    Il locale da adibire a magazzino ha senso solo se le merci che tratti richiedono ispezioni da parte delle autorità competenti (es.: alimenti).

    Esigi dal funzìonario del tuo comune – è pagato anche per questo da tutti noi – di mostrarti la normativa di riferimento e di indicarti chiaramente dove è richiesto l’uso di un magazzino extra-domicilio per vendere abbigliamento.

    Se non ci sono normative in merito e il funzionario insiste, sta commettendo il reato di abuso di ufficio.

    P.S.: nel caso il funzionario riuscisse a mostrarti la normativa di riferimento – ne dubito – e riuscisse a indicarti chiaramente dove è richiesto l’uso di un locale adibito a magazzino in caso di e-commerce – ne dubito 2 – ti sarei grato se me la indicassi qui.

    Commento by Sir Vester — @

  45. Lei è stato chiarissimo.

    Le spiego com’è andata a finire la mia situazione: Mi ha rigettato la SCIA con indicando nelle motivazioni mancanza di requisiti; ovvero di un locale commerciale e/o deposito.

    Grazie

    Commento by Raffaele.S — @

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