Aprire un Negozio Online: Pratiche Burocratiche

Come si apre un negozio online? O meglio, qual è la prassi burocratica per avviare un negozio online? Oggi volevo illustrarti tutte le pratiche burocratiche e amministrative che vanno espletate prima ancora di pensare alla creazione del sito web. Vediamole.

Apertura della partita IVA

Un negozio online non è un gioco: è un’attività imprenditoriale vera e propria. Come qualsiasi attività economica quindi, occorre aprire la partita IVA. La partita IVA non è obbligatoria se si tratta di un’attività occasionale e non continuativa e con un reddito annuo inferiore ai 5.000 euro. Un negozio online però, non è un’attività occasionale. Un negozio online è identico a tutti gli effetti ad un negozio su strada. L’unica cosa che cambia è il locale, che, nel caso di un negozio online, corrisponde ad un sito web. Per maggiori informazioni, ti consiglio di leggere un mio vecchio post illustra come e quando aprire la partita IVA.

Iscrizione alla Camera di Commercio

Come qualsiasi attività economica, anche un negozio online deve essere iscritto alla CCIA (Camera di Commercio Industria e Agricoltura). A questo proposito vorrei ricordarti che dal 1° aprile 2010 tutte le imprese – sia individuali che societarie – devono obbligatoriamente espletare gli adempimenti attinenti al Registro delle imprese (iscrizione, modifica, cessazione) per via telematica o su supporto informatico, tramite la procedura ComUnica. La procedura ComUnica è un timido passo avanti nel tentativo di eliminare un po’ di burocrazia. ComUnica infatti, permette di ottemperare agli obblighi di legge verso Camere di Commercio, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate, inoltrando tutti i vari documenti, ad un solo destinatario che si fa carico di trasmettere agli altri enti le informazioni di competenza di ciascuno. Con la recente normativa, qualsiasi comunicazione con la pubblica amministrazione deve avvenire con modalità telematica. Ciò significa che occorre un computer, un collegamento ad Internet e una firma elettronica. Per la firma elettronica dovrai rivolgerti alla Camera di Commercio della tua città e dovrai acquistare l’apposita chiavetta alla “modica” cifra di 70 euro. Per qualsiasi comunicazione con la PA infinre, non è più possibile usare la posta elettronica classica, in quanto occorre dotarsi obbligatoriamente della PEC (Posta Elettronica Certificata).  Puoi richiedere la PEC gratuitamente qui.  Come al solito però, in Italia le cose vengono fatte a metà. In passato tentai di usare ComUnica senza successo. Uno strano errore Java impediva il completamento della procedura. Non so se oggi le cose siano cambiate, ma se incontri ostacoli, il mio suggerimento è il seguente: non perdere giornate inutilmente: vai dal tuo commercialista.

Presentazione della S.C.I.A. (ex D.I.A.P.)

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) sostituisce la Dichiarazione di Inizio Attività Produttiva (D.I.A.P.). È un’autocertificazione dove si attesta l’inizio dell’attività (o la modifica o la cessazione). Si tratta di un documento (modello COM 6 bis) che va presentato prima dell’inizio dell’attività. La modalità di presentazione dipende dalla provincia nella quale ti trovi, perciò ti consiglio di rivolgerti allo SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) della tua città. Per scoprire lo SUAP della tua città, puoi consultare l’elenco nazionale SUAP che trovi all’interno del sito Impresainungiorno.

Corso somministrazione alimenti e bevande (ex-REC) per i settori alimentari

Se il tuo negozio online ha a che fare con alimenti e bevande (sì, anche se non è un negozio fisico devi ottemperare a questi obblighi) dovrai possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. Aver frequentato con esito positivo corsi professionali istituiti o riconosciuti dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, aventi a oggetto l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, o corsi di una scuola alberghiera o di altra scuola a specifico indirizzo professionale
  2. Aver prestato servizio, per almeno due anni negli ultimi cinque anni, presso imprese esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendenti qualificati addetti alla somministrazione, alla produzione o alll’amministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore;
  3. Essere in possesso dell’iscrizione nel Registro Esercenti il Commercio (REC) per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ottenuta prima del 4 luglio 2006.
  4. Aver superato l’esame di idoneità presso la Camera di Commercio (art. 2, comma 2, lett. c) della L. 287/91), precedentemente all’entrata in vigore della legge 248/2006, pur non avendo proceduto a richiedere l’iscrizione al REC.

Se non possiedi alcuno di questi requisiti, dovrai frequentare un apposito corso di somministrazione alimenti e bevande (ex REC) che ora prende il nome di P.I.A. (Percorsi Integrativi Assistiti). Per scoprire dove effettuare il corso puoi rivolgerti alle associazioni Confcommercio o Confesercenti della tua città. I P.I.A. prevedono un’attività formativa accompagnata da una successiva fase di assistenza e consulenza tecnica, totalmente gratuita, in favore dei partecipanti. Ovviamente il corso non è gratuito.

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