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Come Aprire un’Erboristeria Online

Tra le varie attività che si possono avviare su Internet, la creazione di un negozio online rappresenta sicuramente un business solido e duraturo nel tempo. Oggi te ne vorrei parlare partendo da un caso di studio reale: l’erboristeria Rimedi Naturali. Rimedi Naturali è un negozio online gestito da mia moglie Simona e dal sottoscritto. L’idea di questo negozio ci venne in mente all’inizio del 2011. Dall’idea passammo all’azione e dopo nove mesi di gestazione (proprio come un vero e proprio figlio), a dicembre del 2011 il sito venne alla luce. Perché abbiamo impiegato tutto questo tempo? Perché le attività che stanno dietro ad un negozio online sono molteplici e ho deciso di illustrartele in questo post.

L’apertura di un’erboristeria

Prima di tutto vorrei fare una premessa: un’erboristeria non è certo la migliore tipologia di negozio online che puoi avviare. Anzi, a dire il vero mi sento di consigliarti tipologie merceologiche diverse, perché meno problematiche da gestire. La molla che ci ha spinto in questa direzione è sicuramente la passione per tutto ciò che riguarda le filosofie naturali. Mia moglie infatti è una naturopata specializzata in erboristeria e corretta alimentazione. Inoltre ha sempre praticato yoga e ha trascinato anche il sottoscritto nello studio di questa antica disciplina (siamo così appassionati che nel tempo abbiamo ottenuto il diploma di istruttori yoga). Se anche a te interessano questi argomenti, ti suggerisco il blog di Simona: armonia naturale. Se non avessimo avuto questa passione, avremmo sicuramente scelto una diversa categoria merceologica per il nostro negozio online. Ti spiego subito il motivo.

Per la burocrazia italiana, un negozio, sia esso online che su strada, può vendere due tipi di prodotti: alimentari e non alimentari. Per motivi di salute, igiene e sicurezza, la normativa in merito al settore alimentare è più restrittiva e complessa rispetto a quella relativa al settore non alimentare. Se vendi alimenti infatti, dovrai ottenere tutta una serie di autorizzazioni che altrimenti non ti verrebbero mai chieste. Le erboristerie rientrano nella categoria di negozi che vendono prodotti alimentari, in quanto le erbe officinali vengono distinte in due grandi categorie: i cosiddetti farmaci veri e propri e gli integratori alimentari. Determinate erbe quindi, vengono considerate farmaci a tutti gli effetti (es.: digitale, belladonna, etc.) e per legge devono essere vendute solo all’interno di farmacie gestite da personale specializzato. Tutte le altre erbe vengono considerate integratori alimentari (es.: tisana alla camomilla o al finocchio) e possono essere vendute all’interno di qualsiasi negozio abilitato alla vendita di prodotti alimentari. Il Ministero della Salute pubblica periodicamente due documenti: le piante ammesse negli integratori alimentari e quelle non ammesse. Se vuoi aprire un’erboristeria, devi conoscere questi due documenti.

Analisi preliminare

Ma torniamo al nostro caso di studio. Quando ci è venuto in mente di aprire un’erboristeria online, come prima cosa abbiamo fatto uno studio preliminare per verificarne la fattibilità. Si tratta di una fase indispensabile in qualsiasi business, sia esso online o “su strada”. Tecnicamente si definisce business plan, ma tradotto in parole povere, non è altro che uno studio preliminare dove vengono analizzati sostanzialmente:

  • Consistenza del mercato (analisi della domanda)
  • Concorrenza (analisi dell’offerta)
  • Costi e ricavi
  • Analisi dei fornitori
  • Analisi di tipo logistico (magazzino, spedizione, etc.)
  • Problematiche connesse che potrebbero impedire la realizzazione del progetto (es.: vincoli normativi)

Tutte queste analisi possono essere effettuate comodamente da casa, attraverso Internet. Poco meno di 20 anni fa, ciò non era possibile (almeno in Italia) e occorreva rivolgersi necessariamente a delle agenzie specializzate, spendendo parecchi soldi. L’analisi del mercato è fondamentale, perché la tua idea imprenditoriale potrebbe essere fallimentare in quanto non sussistono i requisiti preliminari. Avviare negozio che vende prodotti non richiesti dal mercato infatti, è un fallimento assicurato. Se vuoi approfondire le tecniche di analisi del mercato e delle nicchie merceologiche, puoi prendere in considerazione l’idea di frequentare il mio corso.

Le pratiche burocratiche

Una volta riscontrata la fattibilità del nostro progetto, siamo partiti. Il primo grosso problema che abbiamo incontrato – e che incontra qualsiasi persona che decide di avviare un’impresa in Italia – è quello della reperibilità delle informazioni. In Italia infatti, non esiste un punto di riferimento unico e competente che sia in grado di fornire tutte le informazioni di natura normativa e fiscale a coloro che decidono di avviare una qualsiasi tipologia di impresa. Alla fine, se decidi di aprire un negozio, dovrai chiedere qua e la, raccattando briciole di informazioni. Scoprirai strada facendo la giungla burocratica italiana. Oggi posso definirmi un esperto e posso illustrarti tutti i passi da fare.

Per poter aprire un qualsiasi negozio, sia esso online che su strada, occorre aprire la partita IVA, iscriverti alla Camera di Commercio della tua città, all’INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e presentare la S.C.I.A. (ex D.I.A.P., cioè Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Il tutto oggi viene fatto con una sola procedura unificata che prende il nome di Comunica. In un mio vecchio post ho già descritto nel dettaglio le pratiche burocratiche per avviare un negozio online. Fatte queste pratiche, occorre fare un distinguo tra vendita di prodotti alimentari e non alimentari. La vendita di prodotti alimentari (nella quale rientrano le erboristerie) è assai più complessa e difficoltosa. Prima di tutto infatti, occorre aver frequentato un apposito corso di somministrazione alimenti e bevande (ex R.E.C., oggi si chiama P.I.A., Percorsi Integrativi Assistiti).

Una volta frequentato con successo il corso ed ottenuto il relativo attestato, scoprirai che non potrai vendere prodotti alimentari da casa. Se vendi prodotti non alimentari, puoi fare tutto a casa, aprendo  un negozio online. In caso contrario, se vendi prodotti alimentari dovrai necessariamente dotarti di un deposito o magazzino accessibile ad eventuali ispezioni da parte degli organi competenti (es.: ASL). Come saprai infatti, nessuno può accedere al tuo domicilio se non dispone di un mandato conferito da un magistrato. Attenzione però, perché non basta un locale qualsiasi (es.: un box): occorre un locale abilitato. Locale abilitato vuol dire:

  • Locale commerciale (C1/C2)
  • Abilitato alla vendita di prodotti alimentari (uno studio quindi, non va bene)

Per dotare un locale di tutte le autorizzazioni necessarie, occorre richiedere le autorizzazioni alla ASL competente. Senza il locale e le autorizzazioni infatti, non è possibile inviare nemmeno la SCIA al proprio comune. Per ottenere le autorizzazioni dalla ASL, serve una planimetria del locale e una relazione tecnica redatti da persona autorizzata. Pensi che sia finito qui? Non proprio, perché ti manca ancora il manuale HACCP. Il manuale HACCP è un documento redatto da un’azienda alimentare che si occupa di produzione, preparazione, confezionamento, commercio e somministrazione di alimenti. Finite tutte le pratiche burocratiche, dopo vari mesi potemmo dedicarci alla realizzazione del sito dell’erboristeria.

Il sito web del negzio

La realizzazione del sito fu opera del sottoscritto. Per realizzare un negozio online occorre utilizzare uno spazio web apposito dove poter installare un software per la gestione degli e-commerce. Ci sono molti software gratuiti (o meglio open source) su Internet, perciò si può scegliere quello che aggrada maggiormente. Inutile dire che alcuni software richiedono ingenti risorse (es.: un server dedicato) e quindi includono implicitamente dei costi superiori. Altri invece, sono davvero difficili da gestire. Io ho optato per un software a mio avviso molto valido che ho modificato opportunamente secondo i miei scopi. Per quanto riguarda le transazioni, è possibile scegliere tra varie modalità:

  • Pagamento in contrassegno
  • Pagamento con bonifico
  • Pagamento con carta di credito
  • Pagamento con PayPal

Il mezzo di pagamento più diffuso su Internet è senza dubbio la carta di credito. Il pagamento in contrassegno lo abbiamo scartato per motivi di costi. Il pagamento in contrassegno infatti, viene considerato un costo aggiuntivo dai corrieri. Inoltre occorre considerare le spese di giacenza che, in caso di pagamento in contrassegno, sono potenzialmente più probabili. Per accettare pagamenti con la carta di credito, ci sono due possibilità:

  1. Rivolgersi ad una banca
  2. Utilizzare PayPal

Entrambe le opzioni prevedono delle commissioni. Durante la fase di realizzazione del sito, ci occupammo anche dei corrieri per le spedizioni dei prodotti. Questo è un punto cruciale di qualsiasi e-commerce, perciò ne parlerò dettagliatamente in un prossimo articolo. Finita la creazione del sito, ordinammo i prodotti, li fotografammo uno ad uno e li inserimmo nel negozio. Dopo nove mesi a dicembre del 2011, il negozio venne inaugurato. Oggi siamo in fase di promozione. Anzi, se vuoi darci un’occhiata ecco il link: Rimedi Naturali.

Promozione del sito

Un negozio online, per quanto bello esteticamente e conveniente per i clienti, non produrrà un solo centesimo di euro se nessuno lo conosce. Questo del resto è un discorso valido per qualsiasi sito web. Per promuovere un negozio online ci sono vari sistemi:

  • Attività SEO
  • Campagne PPC (es.: AdWords)
  • Campagne di social media marketing
  • Pubblicità offline
  • Passaparola

Ovviamente ti consiglio di utilizzare tutti i sistemi possibili, con una sola eccezione: AdWords. AdWords è un sistema che va alla grande per determinati prodotti, mentre è meno indicato per altri. Mi spiego meglio: per ottenere un cliente, la tua pagina dovrà essere vista da parecchie persone. Per ottenere una visita, dovrai spendere una determinata cifra per ogni click effettuato sugli annunci AdWords. Tale cifra dipende da vari fattori, non ultimo la concorrenza nel settore nel quale si opera. Supponendo comunque un costo molto basso (diciamo 0,20 centesimi di euro a click), supponendo 100 visite (e quindi 100 click) per ottenere una vendita, avrai un costo di 20 euro per ogni vendita. È inutile dire che se vendi prodotti con un prezzo unitario inferiore ai 20 euro, starai in perdita. Anzi, considerando anche tutte le altre spese (ad esempio quelle di spedizione), per stare in attivo dovrai vendere prodotti con un prezzo unitario molto superiore ai 20 euro.  Supponendo 100 click al giorno, avrai una spesa fissa di 600 euro al mese (20 euro x 30 giorni). Ovviamente si tratta di stime molto indicative, ma quello che mi preme di farti capire è il concetto che sta alla base. Se tu vendi prodotti da 10 euro, non ti converrà usare AdWords, mentre se vendi prodotti da 1.000 euro, sì.

Perché ti sconsiglio di vendere prodotti alimentari

Come abbiamo visto, la vendita di prodotti alimentari comporta tutta una serie di adempimenti che hanno costi notevoli. Primo fra tutti l’affitto di un locale apposito. Se tu vendi prodotti non alimentari infatti, puoi fare tutto da casa. Vendi scarpe? In teoria puoi adibire a magazzino una qualsiasi stanza del tuo appartamento. Certo, riempire una stanza di scarpe non è proprio il massimo. Pensa pero se vendi quadri: li attacchi ai muri e li distacchi man mano che li vendi. Ovviamente scherzo. :D Se invece non vuoi affrontare complicazioni e costi burocratici, spese per i locali e per la spedizione, ti consiglio sicuramente di pensare ad un altro tipo di business: gli infoprodotti.

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2 commenti »

  1. Sottoscrivo per filo e per segno quanto descritto nei dettagli di questo articolo della incredibile burocrazia necessaria per aprire un negozio di prodotti alimentari!
    Come consulente da 7 anni per l’apertura di nuove imprese anche io consiglio vivamente di aprire un’attività di prodotti NON ALIMENTARI.

    Non solo è più facile accedere al contributo del 50% a fondo perduto per nuove attività, ma accontenta anche le persone che hanno bisogno di un luogo fisico di riferimento per vendere i loro prodotti e servizi.

    Mi viene in mente il tipico negozio fisico di prodotti informatici: il titolare spesso non si rende conto di quale grande opportunità avrebbe a creare info-prodotti con le sole “dritte” da smanettone che potrebbe dare a pagamento per riparare un pc, velocizzare la cpu, installare un software per rendere più performante un’applicazione!

    Potrebbe mettere a frutto tutti gli insegnamenti di impresapratica.com per crearsi una visibilità invidiabile su internet.

    Intanto vorrei ringraziarti Sir per le dritte che mi ha dato con la tua ultima lezione su “TRAFFIC TSUNAMI”!
    Mi hai aperto un mondo di opportunità per rendere visibile il mio blog!!!

    Ho cominciato ad applicare tutti i tuoi suggerimenti e credo che tra breve ne vedrò i benefici.
    Non mancherò di aggiornarti.

    Grazie!
    Fabio

    “Come finanziare coi fondi perduti la tua idea: http://www.ContributiRegione.it/blog

    Commento by fabio centurioni — @

  2. Ciao Fabio, ti ringrazio per la tua testimonianza su Traffic Tsunami. :-)

    Commento by Sir Vester — @

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