Oggi vorrei parlarti della tristissima situazione di Internet in Italia. No, non ti parlerò di banda larga, di oligopoli, o di infrastrutture: ti parlerò di cultura digitale. Cosa c’entra con Impresa Pratica? C’entra, perché la pessima situazione culturale in cui versa l’Italia, si ripercuote anche nei business online. Diciamocelo chiaramente: la situazione in Italia è a dir poco asfittica. Vediamo.
Intanto cominciamo a dire che il 50% degli italiani ignora totalmente Internet. Cosa vuol dire? Semplice, se fermi per la strada una persona qualsiasi, un italiano su due ti dirà: non uso Internet. Questa cosa a mio avviso è gravissima. Se ci pensi, facendo il paragone con il telefono o la televisione, il problema culturale diventa evidente. TV e telefono raggiungono il 99% delle famiglie italiane. Se fermi una persona per la strada, non troverai nessuno che ti dirà: non uso il telefono. La stessa cosa non vale quando si parla di Internet. Come mai? Perché Internet è considerato un orpello, un di più, un lusso.
Seconda questione: cosa fanno le persone che vanno su Internet? In tempi di crisi economica avviano forse business online a tutto spiano? No, cazzeggiano su Facebook. Come ho detto più volte, Internet è l’unico strumento al mondo che ti consente di avviare un’attività economica a costi quasi nulli. Per aprire un qualsiasi negozio su strada, occorrono centinaia di migliaia di euro. Per aprirlo online, basta qualche migliaio di euro. Ci sono persone che hanno iniziato da zero, quasi per gioco e si sono ritrovate tra le mani un’azienda. Tutto su Internet. Ma la maggioranza delle persone in Italia, usa Internet per cazzeggiare su Facebook, per scaricare musica, per scaricare film, per reperire informazioni gratuite, insomma per “prendere” quasi mai per “dare”. Internet è un lusso per chi vuole scaricare musica gratis. Internet non viene mai considerato come uno strumento che da solo potrebbe risollevare l’Italia dalla crisi economica. Purtroppo è un problema culturale.
Terza questione: la meritocrazia assente. Quando si parla dell’assenza di meritocrazia in Italia, si pensa spesso al datore di lavoro cattivone che non premia il dipendente bravo ma solo l’amico, il parente o il conoscente. Giusto? Ciò accade perché l’Italia è un popolo di individualisti, di pecore, dove tutti pensano di essere brave persone e la colpa di qualcosa che non va è sempre di qualcun altro. L’altro ieri c’era Craxi? Beh, dopo un po’ gli si tirano le monetine addosso. Ieri c’era Berlusconi? Beh, non gli si tirano le monetine solo perché lui non si fa vedere e esce da una porta di servizio. Domani toccherà a Monti? Chi lo sa. Il problema è che in Italia la colpa è sempre di qualcun altro. Mai la nostra. Come dico sempre: chi governa è stato votato, non è sceso sugli scranni per volontà divina. Cosa c’entra con Internet? C’entra, perché quando si parla di meritocrazia, su Internet si intende link, ad esempio. Hai presente la storiella dei contenuti di qualità? Sì dai, quella che i “guru” ti propinano da anni: “content is king”. In sostanza la storiella dice che se tu scrivi contenuti di qualità, la gente ti premia inserendo un link al tuo sito. Ebbene, io ho un sito che è online da 14 anni ormai. Al suo interno è presente una guida su Linux gratuita scritta anni fa dal sottoscritto. Una guida che se la vai a stampare sono 300 pagine. Se parliamo di contenuti di qualità, non credo si possa fare di meglio, no? Beh, sai quanti link ha ricevuto quella pagina in più di 10 anni? 4 o 5. Sai quante volte è stata scaricata? Migliaia di volte. Prendere sempre e dare mai: questo è il motto dell’internettiano italico. Inoltre di quei 4 o 5 link, solo due o tre sono messi bene dal punto di vista SEO e provengono da piccoli siti amatoriali. Non c’è un link che sia uno, che provenga da una fonte autorevole, da un sito autorevole che parla di Linux. Eppure la guida è fatta bene, perché nei forum le persone ne parlano.
Quarta questione: i finti “guru” del guadagno online. Ora, tu devi sapere che c’è un personaggio che usa almeno 3 nomi finti diversi vendendo guide “tarocche” di tutti i tipi. Questa è la cultura italiana: frega il prossimo, fai il furbetto, usa delle scorciatoie, etc. I guru che non sono dei palesi truffatori, si limitano a blaterare fino alla nausea cose dette da altri, spesso copiate da altri fantomatici guru americani. In un mondo pieno zeppo di finti guru (la quasi totalità), di truffatori veri e propri, chi vuole mostrare onestamente l’utilizzo di Internet per avviare business online ha vita dura. Non sai quante e-mail, telefonate, commenti ho ricevuto di persone che dubitavano della mia onestà. Alcuni ti dicono chiaramente: “a chi vuoi fregare, brutto truffatore?”. Altri non ti dicono proprio così, ma te lo fanno capire con vari giri di parole: “sai, ho comprato una guida da tizio, una da caio, una da sempronio, beh, dopo tutte queste fregature, ora acquistare da te non mi pare proprio il caso”. Arrivi ad un punto che dici: ma a me chi me lo fa fare di tenere aperto questo blog?
Quinta questione: la cultura del tutto gratis. Internet per molte persone è la miniera d’oro del tutto gratis. Internet serve per scaricare musica gratis, scaricare film gratis, scaricare guide gratis, etc. A poche persone salta in testa che ogni cosa ha un costo. Se io sono un musicista che produce musica, devo campare, se tu non paghi la mia musica, io mi metterò a fare l’idraulico prima o poi. Stessa cosa se produco film o scrivo ebook. Ma in un paese dove la gente non ti premia nemmeno con un link, come puoi pensare di vendere? Molti mi scrivono facendomi un sacco di complimenti su questo blog. Tutti lo ritengono utile. Ebbene, alla stessa stregua della guida su Linux, sai quante persone hanno inserito un link al mio blog? Si contano sulle dita di una mano. Qualcuno mi ha pure detto: “se io metto un link al tuo blog, quanto mi paghi?”. Si potrebbe obiettare: “ma tu quanto mi hai pagato per tutte le informazioni gratuite che ti sei letto sul mio blog?”. Molti mi chiedono consulenze gratis, anche esplicitamente: “mi dai una mano con il SEO sul mio sito?”. Ragazzi, nessuno fa beneficenza: anche chi scrive contenuti gratuiti si aspetta come minimo un link. Nota bene: questa scarsa cultura della condivisione, questo individualismo, questa assenza di meritocrazia, è un problema presente solo in Italia. Sono noti vari casi di blogger italiani che contattando riviste famose per presentare il loro articolo, sono stati totalmente ignorati. Gli stessi blogger, rivolgendosi all’estero hanno ottenuto subito attenzione e… sai che è accaduto? Subito ne hanno parlato anche le riviste italiane. In massa. Mentre se sei un amico del giornalista del Sole 24 Ore o del Corriere della Sera… che te lo dico a fare?
Sesta questione: la cultura generale assente. Tu non ci crederai, ma ancora oggi, in Italia, esistono persone che non sanno leggere e scrivere. Sembra assurdo ma è così. In passato l’Italia soffriva di analfabetismo quando negli altri paesi la situazione era decisamente migliore. Oggi non stiamo ai livelli di 50 anni fa, eppure culturalmente siamo ancora indietro di 10 anni rispetto a tutti gli altri paesi. Vai in un paese qualsiasi, ferma una persona qualsiasi per la strada e parlagli in inglese: riceverai risposta senza problemi. Fai la stessa cosa in Italia… tu che mi leggi sei scettico, lo so, ma se tu sapessi… sai quante cose potrei raccontarti? Ci sono persone che non cliccano se non gli metti un link in blu, sottolineato e con scritto “clicca qui”, ci sono persone che non sanno come si acquista su Internet, ci sono persone che non sanno che differenza passa tra un blog e un sito web, ci sono persone che non sanno usare la posta elettronica… “mi mandi un blog via mail?” mi hanno scritto tempo fa. Vuoi risolvere i problemi in Italia? Risolleva la cultura. Un esempio su tutti? Imponi la moneta elettronica obbligatoria. Tu che sei scettico, non mi crederai, ma in Italia ci sono persone che girano con i rotoli di banconote in tasca. Ci sono negozi in Italia, che se provi ad acquistare con la carta di credito, ti ridono in faccia. No, non parlo di un paese sperduto della Calabria o della Sicilia, parlo della mia città: Roma. “Roma caput mundi”. Sai cosa vuol dire? Vuol dire Roma capitale del mondo. Sì, ai tempi degli antichi romani, però. Oggi, nel 2011, a Roma ci sono negozi su strada che non accettano le carte di credito e ti rispondono: “se vai qui dietro c’è un bancomat dove puoi prelevare”.
Ragazzi, la crisi economica è mondiale, perché tutto il mondo si è accorto che il capitalismo è fallito e la globalizzazione impone regole assurde. Negli USA, la patria del capitalismo, ci sono “indignados” che protestano perché l’1% della popolazione ricca controlla il restante 99% della popolazione povera. In Italia però, c’è l’aggravante culturale. Hai mai sentito parlare di sciopero dei cocchieri? Io no. Eppure una volta esistevano i cocchieri e le carrozze con i cavalli, poi hanno inventato le automobili e i cocchieri sono spariti. Si chiama progresso. Fisiologicamente alcuni lavori spariscono e altri ne nascono. Se in 50 anni hai venduto automobili a tutti, anche alle persone di 16 anni, ormai a chi vuoi vendere ancora? Ti sono rimasti i centenari e i bambini. Mettiamocelo in testa: le aziende che producono automobili sono destinate a sparire, esattamente come è accaduto con le carrozze, a meno che non producano qualcosa di veramente innovativo (automobili elettriche, automobili che guidano da sole, etc.). Eppure ci sono operai della Fiat convinti che la causa di tutti i loro problemi sia Marchionne. Operai che nel portafoglio hanno la foto di Gianni Agnelli e che ne parlano con nostalgia: lui sì che era un benefattore! Certo, come no… Vuoi risollevare l’Italia? Punta sulla cultura, sulla ricerca scientifica, sull’innovazione. È l’unica strada, credimi. Purtroppo il passato Governo ha tagliato pesantemente i fondi destinati a cultura e ricerca. Invece di alzare il livello culturale lo si sta abbassando. Io noto un abbrutimento generale che avanza galoppando. Infatti i cervelli, cioè coloro che hanno una testa pensante, fuggono da questo paese. Stiamo parlando di 50.000 giovani che vanno via dall’Italia ogni anno.
Morale: Internet non è uno strumento di cazzeggio. INTERNET NON E’ UNO STRUMENTO DI CAZZEGGIO (no, non è un errore, la ripetizione è voluta). Internet è uno strumento potentissimo che potrebbe risollevare l’Italia dalla crisi economica. Non esagero: chiunque può avviare un business online. Perché accada ciò però, occorre cambiare la mentalità delle persone. Tutti noi – tutti – dobbiamo cambiare. Ti piace un articolo? Metti un link. Ti interessa quel prodotto? Acquistalo cliccando su quel link, anche se c’è dietro un’affiliazione e il gestore del blog guadagna qualcosina. Stai tranquillo: non diventa ricco, forse ripaga i costi. Trovi interessanti le cose che scrive tizio? Acquista la sua guida. Insomma, inizia a premiare chi vale. Questa è la meritocrazia. Ricordati: la colpa non è di Mussolini, di Craxi, di Berlusconi, di Prodi o di Monti, ma tua. Ricordatelo quando vai alle urne a votare. Ah, prima di andare a votare però, informati. Vai un po’ meno allo stadio e leggi qualche libro in più, guarda qualche partita in meno su Sky e leggi qualche articolo in più. Gratta qualche “gratta & vinci” in meno e spendi quei soldi in un concerto di musica jazz. Insomma, fai qualcosa per cambiare questo paese.
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sono molto d’accordo, la situazione è molto amara è c’è resistenza culturale anche da parte di persone che dovrebbero essere colte, aperte e qualificate, come i laureati. Perché non scrivi un post sui laureati? Quelli che pretendono il posto fisso da manager milionario solo perché hanno una triennale in Scienze e tecniche della cottura a bagnomaria del finferlo austroungarico, quelli che hanno i genitori che si vantano con la vicina di casa che il figlio è diventato “dottore” e ora chissà quale roseo futuro lavorativo gli spetta di diritto. Ok, tornando al deficit culturale…ahimé mi ritrovo in quelli che subito vengono etichettati come truffatori solo perché fanno pagare il loro lavoro. Ho realizzato un ebook frutto di 10 anni di esperienza nel settore, no nicchia del guadagno, ma nicchia molto specialistica relativa a una professione ordinistica, alcune persone non si prendono la briga di leggere la pagina di descrizione dove è rispostato anche il costo, scrivino l’email leggendo solo il titolo e chiedono l’ebook. Quando gli mando le anteprime in visione e comunico il costo, rispondono: ah, si paga? Allora è una truffa!!! …Già il fatto che il lavoro si paghi, equivale a una truffa. Ma questi qui…lavorano gratis?
Commento by stella — @
Wow, non so se ho mai trovato un articolo di opinione/denuncia con cui mi sia trovato così d’accordo.
Voglio sottolineare che molti dei problemi che sottolinei sono condivisi anche da altri paesi, ma in misura molto minore.
Voglio anche aggiungere che l’ignoranza sull’uso del computer e di internet non solo impedisce di creare ricchezza attraverso le imprese su Internet. Semplicemente, per chi non ha voglia/bisogno di mettersi in proprio, riduce le possibilià di risparmiare tempo, denaro ed energie. Penso ad esempio all’ecommerce o ai conti bancari online.
Infine, secondo me la radice di tutti i problemi è proprio il fatto che il computer sia considerato un orpello, esistono ancora molte persone che si vantano di non usarlo mai e di non saperlo usare. Il numero di persone che usano Internet ha superato di poco il 50% pochi mesi fa, quindi si parla proprio di preistoria.
Credo che siti come questo possano avere anche lo scopo di acculturare, di spiegare cosa si perde non sapendo e non volendo usare il computer e Internet.
Commento by Alberto Cabas Vidani — @
Sono assolutamente d’accordo con te e sottoscrivo ogni cosa che dici.
La cultura ha abbandonato questo paese, che storicamente invece è sempre stato depositario della cultura.
Praticamente siamo passati dall’altra parte della barricata.
Io, se dovessi essere sincero, sono assolutamente pessimista. Lo sono perchè non noto nessuna inversione di tendenza, anzi. Vedo aggravarsi una situazione che già è estremamente degradata già adesso. Non esiste meritocrazia, non esiste condivisione. Ognuno per se con l’unico intento di sopravvivere e prevaricare il prossimo. Se potessi, me ne andrei. Se avessi l’età per farlo.
Ma quello che farò sarà spingere i miei figli a cercare un posto migliore. E’ doloroso, ma questo paese non ha futuro, se lo è cancellato da solo. Gli italiani sono destinati a estinguere e la colpa sarà solo la loro.
Commento by Stefano Ratto — @
@Stella: quando lavoravo come programmatore, arrivò in azienda un neo-laureato in informatica. Iniziò a presentarsi chiedendo a tutti:
- tu sei laureato?
- quanto guadagni?
- non vedo camici bianchi in giro
Dopo un giorno di assunzione diede le dimissioni. Lo soprannominammo “one day” a causa di ciò. Cosa si aspettava di trovare? La NASA?
@Alberto: visto che pensi all’e-commerce, ti dico che per avviare un negozio online mi ci sono voluti 8 mesi. A causa della burocrazia. A causa degli ostacoli imposti da piccole corporazioni. Enti inutili occupati solo da persone che rubano lo stipendio.
@Stefano: purtroppo è proprio così: sono gli italiani a non voler cambiare. Io nel mio piccolo ci ho provato in tanti modi. Una volta gestivo un blog politico. L’ho abbandonato. Ho provato a far ragionare le persone ma non c’è verso. Questo stesso blog, fornisce informazioni che consentono alle persone di avviare business online, ma non c’è verso. Dopo 20 anni di grande fratello, di fattorie e di talpe, gli italiani si sono bevuti il cervello. C’è “crisi” e poi fanno la fila in massa all’apertura di un nuovo Trony. Mah!
Una volta non eravamo così. Una volta c’erano i Meucci, i Faggin (quanti sanno che fu un italiano ad inventare il microchip che sta alla base di qualsiasi computer?), i Fermi, gli Olivetti, i Bialetti, i Marconi, i Pacinotti… cervelli pensanti che hanno rivoluzionato il mondo.
Commento by Sir Vester — @
Chiunque abbia un QI superiore a quello di un primate non può che concordare con una analisi del genere.
http://www.youtube.com/watch?v=n1JNADax7PM
Internet è cultura, il futuro, la più grande rivoluzione dei nostri tempi. Chi non comprende ciò è un dinosauro, destinato a estinguersi.
Una cultura di base è tutto. Ma non mi stupisco di certi dati quando si fa fatica a scrivere/leggere bene l’Italiano, figuriamoci l’inglese.
Di internet poi si è detto di tutto, molti lo percepiscono come un luogo senza regole, di scorribande e di pirati pronti a fregare il prossimo, complice anche l’ingenuità, (che poi si ricollega al problema base della cultura), ancora oggi persone che cliccano su banner “sei il milionesimo visitatore – hai vinto millemila €”. Lo vediamo tutti i giorni, maghi, fattucchiere, il gioco delle tre carte all’autogrill, sono queste le “attività” che rendono, per fare soldi devi capire la richiesta, l’ignoranza genera un certo tipo di richieste che non possono essere soddisfatte da offerte che sottintendono una cultura di base. Per fare un esempio, un libro dal titolo: “Non muovere un dito e diventa super-ricco in una settimana” potrebbe vendere milioni di copie, ma cartacee s’intende.
Per quanto riguarda il mondo dei laureati, facciamoci una risata va
Commento by Tropico — @
@Stella: La moda del momento è prendersela con i Laureati. A parte il fatto che non tutti i disoccupati Laureati sono detentori di titoli accademici ai limiti della commedia sexy all’italiana. Ricordo che in Italia è stata “demolita” anche la professione di Avvocato, Architetto, Psicologo, ecc, attraverso politiche di acceso agli studi ridicole e demenziali, per non parlare della preparazione dei docenti universitari e degli studenti provenienti dalle superiori. Le tre uniche professioni che sopravvivono a ogni sorta di disastro sono quella del Medico (hanno in mano la nostra salute), del Farmacista (hanno in mano la nostra vita) e quella del Notaio (hanno in mano le nostre proprietà). Io sono uno Psicologo (5 anni di università ed 1 anno di esame di stato per esercitare la professione) e faccio molta fatica a trovare clienti perché oramai è inutile cercare lavoro presso una qualche struttura, ma non ci sto a passare per fancazzista, viziato e fighetto.
Posso dirti che quando andavo al liceo i nostri genitori, la tv, la stampa, i professori non dicevano altro che l’Italia era un paese a bassa scolarizzazione, con pochi laureati e che noi avevamo l’onore e l’onere di riscattare il paese, quindi tutti a studiare. Ora che alla fine ce l’hai fatta, ti senti disprezzato, scambiato per un fannullone e, dulcis in fundo, il tuo ministro della funzione pubblica che dalla Gruber urla; ” I laureati a scaricare le cassette alle 5 di mattina ai mercati generali”. Non penso che la soluzione sia mettersi tutti in proprio su internet, perché penso che la vita vada vissuta tra la gente e sulla strada. Credo molto nello strumento ma non credo che da solo possa salvarci dalla crisi.
Io penso che l’unica cosa che può salvarci e toccare il fondo, pagare il conto e ricostruire da zero questo paese. Anche perché non credo che ci risolleveremo con “manovre lacrime e sangue”, ci toccherà, ahimè, rimetterci le budella dentro la pancia.
Commento by Federico — @
Appena metto in piedi il mio blog giuro che il link a questo sito lo faccio…questo articolo è quello che mi è piaciuto di più tra quelli che ho letto fino adesso da questo sito e ne ho già letti parecchi; non li ho letti tutti ma penso proprio che lo farò.
E’ da poco che ho deciso di intraprendere un’attività su internet tutta mia anche se, attualmente, lavoro come dipendente e non ho molto tempo a disposizione (diciamo circa 2 ore al giorno). Per me l’internet marketing è un campo totalmente sconosciuto.
Anche a me è capitato, penso come tutti quelli che si affacciano per la prima volta a questo tipo di attività, di imbattermi nei famosi guru dell’IM all’italiana, quindi mi sono accostato con diffidenza anche al tuo sito, ma letti diversi articoli e mettendo a confronto tutto ciò che avevo già letto in merito, ho condiviso sempre più le tue idee scartando quelle dei fantomatici guru(come dici tu i contenuti non sono fondamentali per avere visibilità su internet, ma per diversificare le persone lo sono eccome).
Sono convinto che un corso di internet marketing ben fatto e soprattutto guidato da qualcuno che se ne intende veramente e non uno qualsiasi che vende aria fritta, sia di fondamentale importanza; purtroppo la mia situazione economica attuale non mi permette di frequentare i tuoi corsi, ma se riesco a raccimolare qualcosina con quello che ho imparato fino ad ora dal tuo sito e da altre informazioni che ho acquistato (si io sono uno dei pochi su internet che acquista le informazioni sull’IM) fino a raggiungere un guadagno che mi permetta di pagarmi la quota di iscrizione mensile alla tua membership lo farò sicuramente.
Credo che le possibilità di internet siano pressoché infinite e quindi anche le possibilità di lavoro, si tratta solo di saperle cercare e sfruttare; credo che internet sia un grande strumento anche per valorizzare la meritocrazia, qualità che manca totalmente nel mio ambiente lavorativo attuale.
Complimenti ancora per il tuo sito, molto ben fatto, chiaro e soprattutto ricco di contenuti interessantissimi per chi vuole intraprendere quest’attività, lo consiglierò sicuramente.
Spero di poter frequentare presto la tua membership.
Ciao.
Commento by Stefano Collina — @
@ Federico: ti capisco perché anch’io sono psicologa ed ho fatto il tuo stesso percorso! Che coincidenza. Cmq non credo che oggi gli psicologi possano: 1) pensare di essere assunti da qualche parte e fare il dipendente in stile 9-18 dietro una scrivania 2) pensare di ignorare internet: la gente oggi cerca lo psicologo su internet, è impossibile non starci 3) pensare di stare chiusi nella propria stanzetta a macinare un paziente dop l’altro. Personalment a 23 ho avviato un’impresa (in città), da 3 anni sono anche online e quest’ultima è stata davvero una svolta per la professione. Vedo parecchi colleghi restii, chiusi nelle loro stanzette, sfruttati come educatori oppure volontari a vita sperando in chissà cosa oppure eterni studenti di master e scuole di specializzazione pensando che la collezione di titoli porterà il lavoro da dipendenti. Alziamo le chiappe e studiamo anche un po’ di marketing e di web (brand, analisi di mercato, seo e sem, copywriting per squeeze e landing page, social media marketing, problogging, campagne ppc, tutte cose che, diciamolo, sono tutt’altro che conosciute trai nostri colleghi)
Commento by stella — @
@Stella: mi hai tolto le parole di bocca.
Commento by Sir Vester — @
@ Stella: Cara collega sono d’accordo con te, ma bisognerebbe rendere queste info più accessibili e più concreto. Gli strumenti che tu citi devono essere adattati ad hoc. Non scordiamoci peró che dopo devi essere in grado di fare lo Psicologo o lo Psicoterapeuta, ecco pechè ritengo internet un valido strumento ma non l’unico strumento…Saluti
Commento by Federico — @
Fantastico, un resoconto perfetto di questo paese.
Commento by Max — @