Guadagnare online… beh, siamo seri: perché leggi il mio blog? Forse perché ti interessano argomenti come web marketing, SEO e guadagno online? Perbacco, perché voglio fare soldi, voglio guadagnare con Internet, starai pensando. Beh, aspetta un momento: questo è l’obiettivo che vuoi raggiungere, non la molla che ti spinge a leggermi. Tranquillizzati, non sono sotto l’effetto di sostanze allucinogene, la questione sembra di lana caprina, ma non lo è affatto. Già, perché io mi sono fatto un’idea ben precisa e credo che le persone che digitano la parola guadagnare su Google rientrino all’interno di categorie ben definite.
Chi sono quelli che vogliono guadagnare su Internet?
- Giovane studente che cerca sistemi per guadagnare facili e veloci. Non vuole guadagnare grosse cifre, magari si accontenta di ricaricare la scheda telefonica
- Dipendente di un’azienda pubblica o privata che cerca un metodo per arrotondare lo stipendio e guadagnare un’entrata extra. Non vuole guadagnare grosse cifre e non ha molto tempo per impegnarsi
- Perditempo che naviga magari nelle ore di ufficio
- Casalinga che cerca un’entrata extra. In realtà quando va su Google non digita quasi mai la fantomatica parola guadagnare. Lei cerca principalmente lavori a domicilio
- Persona realmente interessata al guadagno online, al web marketing, etc.
- Persona interessata ai giochi d’azzardo. Per questa persona il guadagno è quello derivante da una vincita a Poker o al Casinò
Come vedi, la mia sembrava una questione di lana caprina e invece si è rivelata una vera e propria ricerca di mercato. Già, perché come saprai sicuramente, la prima cosa che devi fare se vuoi guadagnare online, è scegliere una nicchia di mercato. Quando scegli la nicchia di mercato, devi prestare attenzione al target di riferimento. Le domande che ti devi fare sono: cosa cerca la gente all’interno di questa nicchia di mercato? Qual è la molla che spinge le persone? Ok, fare soldi, ma come? Giocando alla lotteria? Dedicando pochi minuti al giorno, magari in ufficio durante la pausa pranzo? Oppure impegnandosi seriamente? Vedi, se tutte le persone che digitano la parola guadagnare su Google fossero interessate solo ai giochi d’azzardo, staremmo freschi. Infatti non esistono sistemi per guadagnare con i giochi d’azzardo: lì si tratta solo di fortuna. Staremmo freschi anche se le persone fossero interessate solo ai sistemi che consentono di guadagnare cliccando. Si tratta infatti di sistemi che ti consentono di racimolare qualche euro se ti va bene (ma dovrai comunque impegnarti un minimo). C’è ben poco guadagno in queste cose.
Ma la nicchia del guadagno online, fa guadagnare?
Tornando al target di riferimento, lo studente che intende ricaricare la scheda telefonica, difficilmente spenderà grosse cifre per acquistare una guida sul guadagno online. Ancora più difficilmente si iscriverà ad un corso con abbonamento mensile, sul guadagno online. Ecco perché è importante conoscere il mercato nel quale si intende operare. Se il tuo target sono i teenager, allora puoi provare a frequentare social network come myspace. Se questo è il tuo target, ha senso spendere grosse cifre in campagne AdWords? Secondo me no. I costi sarebbero superiori ai ricavi. AdWords ha senso se ciò che hai da proporre ha costi sostenuti.
Ora, anche se non conosco esattamente le percentuali, sono quasi sicuro che in Italia la maggioranza delle persone che digita la parola guadagnare su Google abbia in testa quasi esclusivamente i sistemi per guadagnare cliccando, navigando, rispondendo ai sondaggi, etc. In Italia infatti, su certi temi siamo indietro di 10 anni rispetto a paesi come gli USA.
Ci sono tanti modelli di business online che consentono di guadagnare seriamente. Quali sono? Beh, ne ho parlato ampiamente su Business Vincenti. Perciò io la vedo così: se sei una persona realmente intenzionata ad impegnarti un minimo per poter guadagnare cliccando o rispondendo ai sondaggi, tanto vale dedicare quel tempo ad una attività più seria. Almeno il gioco varrà la candela. Che ne pensi?
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“Il grande fraintendimento”, come lo chiamo io, sta nel fatto che chi naviga o a chi li sfiora la semplice idea di fare dei soldi sul web, la maggior parte, disconoscendo le tecniche e strategie professionali, si butta, vuoi o non vuoi, sulle piccole e umilianti retribuzioni delle PTC, dei click sui banner e di vattelapesca, pensando che questa sia la unica soluzione.
Secondo me, ci vorrano almeno, altri 2 anni, per cambiare l’approccio mentale verso il cyberspazio, inteso come occasione e possibilità di monetizzare e creare una tangibile e consistente attività online, che faccia guadagnare secondo i canoni mondiali, previa ovviamente, un sufficiente stato di preparazione formativo di chi stia cercando qualcosa del genere. Aprite gli occhi
Una volta la pensavo anch’io così. Oggi mi sono fatto un’idea diversa. Io credo che molte persone non ignorino l’esistenza di metodi “seri” di guadagno su Internet. Io credo che molte persone *vogliano* di proposito accontentarsi di guadagnare qualche spicciolo cliccando, perché si tratta di metodi che non richiedono impegno e competenze particolari. La situazione italiana è variegata secondo me:
1) molti ignorano la possibilità di guadagnare online
2) molti non ignorano questa possibilità ma hanno preso un grosso abbaglio (come dici tu) in quanto in passato chi parlava di guadagno online si riferiva a cliccaggi e sondaggi
3) molti sanno che si può guadagnare online, sanno che ci sono sistemi “seri” ma preferiscono cliccare perché meno impegnativo
4) pochi sanno che si può guadagnare con sistemi seri e ci provano, non si impegnano e falliscono
5) pochissimi sanno che si può guadagnare con sistemi seri, ci provano, si impegnano e ci riescono
6) molti non sono disposti a spendere per fare formazione. Anzi, in Italia c’è la mentalità del tutto gratis a tutti i costi. Specie su Internet. Vedo persone brancolare letteralmente nel buio.
A tutto questo devi aggiungere la diffidenza italica e la paura delle truffe online. Paure che mass media e politica non fanno nulla per ridurre. Anzi, al contrario l’alimentano di continuo. Pensa come siamo ridotti: ci deve pensare il Papa a dire che Internet è uno strumento utile…
Chissà se saranno necessari altri 2 anni. So che noi possiamo fare molto informando con i nostri blog.