Lo sapevi che guadagnare online non è per tutti? Quando si parla di guadagno online la gente pensa: “bello, mi iscrivo qui, clicco qua, e faccio soldi”. Questo è quello che pensa il 99% delle persone che si decide di guadagnare online. Ebbene, queste persone sono destinate a fallire senza alcun dubbio. Per far parte del restante 1% – quello che ha successo – occorre qualcosa di più.
Esistono due categorie di persone: gli imprenditori e i lavoratori dipendenti. Gli imprenditori creano lavoro mentre i lavoratori dipendenti eseguono i compiti decisi dall’imprenditore. I lavoratori dipendenti non hanno sviluppato la capacità di creare lavoro, perciò sono alla continua ricerca di lavoro, cioè di qualcuno che possa offrire loro un’attività stipendiata. Quando gli imprenditori sono pochi, allora l’offerta di lavoro scarseggia e i lavoratori dipendenti diventano disoccupati. Si dice che c’è crisi economica e che manca il lavoro. In realtà la crisi subentra quando scarseggiano gli imprenditori veri. Ora, cosa accadrebbe se tutti i lavoratori dipendenti iniziassero a creare lavoro autonomamente? Sparirebbe la disoccupazione. Già, perché sparirebbe il concetto di “persona che cerca lavoro”. Si svilupperebbe invece il concetto di “persona che crea lavoro”.
Perché alcune persone riescono a creare lavoro mentre altre no? Prima di tutto perché la prima categoria di persone possiede delle competenze adeguate, il kow-how indispensabile per creare lavoro. Perfetto, allora se insegnassimo alle persone come creare il lavoro, sparirebbe la disoccupazione, giusto? Sbagliato. Già, perché il know-how da solo non basta. Le competenze necessarie per creare lavoro rappresentano solo il primo tassello. Se volessimo fare un’analogia, il know-how corrisponde alla chiave di accensione di un’automobile. Senza la chiave l’automobile non si mette in moto e non parte, non ci sono dubbi. La sola chiave però, da sola fa ben poco. Serve un motore, servono delle ruote, serve del carburante.
Con il lavoro accade la stessa cosa. Le competenze rappresentano la chiave di accensione, ma da sole non bastano per creare lavoro. Quali ulteriori requisiti servono? Beh, per creare lavoro occorre prima di tutto creatività. Occorre spirito di osservazione. Occorre determinazione. Occorre motivazione. Sono tutte caratteristiche che determinano se una persona è imprenditore oppure lavoratore dipendente. Tutto questo discorso era per dirti che se tu frequenti il corso Impresa Pratica sperando di diventare ricco magicamente, allora fallirai. Impresa Pratica ti fornisce gli strumenti tecnici, ma il resto ce lo devi mettere tu. Io posso insegnarti a disegnare però, per diventare un Picasso, ci devi mettere del tuo. I quadri li devi dipingere tu.
Vale la pena diventare imprenditori? Credo di sì. Gli imprenditori sono persone libere. Autonome. Sono persone libere dalla schiavitù della sveglia e del traffico. Sono persone libere dall’orario di lavoro. Sono persone libere dagli schemi lavorativi. Sono persone che decidono. I lavoratori dipendenti al contrario, sono degli automi. Delle persone non libere, degli schiavi, perché la loro libertà dipende dall’offerta di lavoro di qualcun altro. Ecco perché si definiscono lavoratori dipendenti. Perché dipendono dagli altri. Cosa fare per non essere più dipendenti? Come si raggiunge la libertà? Semplice: si diventa imprenditori e si inizia a creare lavoro.
Per creare lavoro occorre essere osservatori. Occorre osservare il mercato (ricerca di mercato) per individuare i bisogni delle persone. Se scopri che esiste un mercato solido di persone che acquistano cibo per cani, allora inizia a vendere cibo per cani. Come fare è solo un discorso tecnico, una metodologia da applicare. Pensi che non potrai mai essere in grado di creare lavoro? Beh, allora ti consiglio di ragionare in questo modo: cosa hanno di diverso imprenditori come Agnelli o Benetton rispetto alle altre persone? Hanno forse 2 teste? 4 mani? 8 occhi? No, fisicamente non hanno niente di speciale. Quello che hanno di speciale sta nella testa. Queste persone ragionano diversamente. Queste persone non si demoralizzano facilmente. Queste persone hanno le idee chiare e portano avanti progetti ambiziosi. Queste persone sono certe di riuscire.
Guadagnare online è come mettere in piedi un’azienda. Ecco perché ho chiamato questo blog Impresa Pratica. Perché se vuoi fare soldi online devi creare un’impresa. Chi si accontenta di guadagnare qualche centesimo di euro cliccando su qualche annuncio, non è un imprenditore e sarà destinato a fallire. Non c’è alcun dubbio. Arrivando al dunque, per diventare imprenditori ed essere in grado di creare lavoro occorre:
- Possedere il know-how necessario (frequentando un corso come Impresa Pratica)
- Osservare il mercato (effettuando ricerche di mercato, analizzando i bisogni della gente, etc.)
- Prendere decisioni, agire, sbagliare e correggere il tiro
- Essere motivati
- Cambiare atteggiamento mentale (il lavoro si crea, non si cerca)
- Non aver paura di lavorare
- Credere nelle proprie possibilità
Ecco le caratteristiche che contraddistinguono l’imprenditore dal lavoratore dipendente. Qualcuno potrebbe obiettare: ma gli imprenditori sono diventati tali perché hanno delle amicizie influenti. Non credo, ma se anche fosse, considera una cosa: allacciare amicizie influenti è un’abilità. Le amicizie non piovono dal cielo, si costruiscono. Il discorso è complesso e un post da solo non basta per sviscerarlo completamente. Occorrerebbe scrivere un libro per descrivere tutti gli aspetti. Se l’argomento ti interessa, posso continuare a parlarne nei prossimi post. Ti interessa? Fammelo sapere scrivendo un commento a questo post.
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Sir, tu n’ce sei passato dalla fase 1? Quella dove credi agli autosurf, ai paid to click e cazzate varie?
Una delle caratteristiche di chi ha successo è la persistenza, se uno si abbatte quando scopre che i giochini non funzionano figurati quando aprirà NVU per la prima volta per creare la prima squeeze page (se mai c’arriverà)
Commento by checco — @
No, non ci sono passato. Io, come ho scritto più volte, sono su Internet da 15 anni. Internet mi ha appassionato da subito, perciò ho iniziato a studiare di tutto. Libri, riviste specializzate, forum, etc. Il primo lavoro che ho fatto è stato la creazione di un sito web tutto mio (parliamo del 1997). Non per guadagnarci ma per pura passione. Per condividere con gli altri quanto imparavo. Perciò quando ho scoperto il mondo del “gudagno online” avevo maturato ormai anni di esperienza con siti, blog, linguaggi di programmazione, hosting, etc. Quell’esperienza mi ha fatto capire subito che autosurf e compagnia sono tutte cose che non portano da nessuna parte. Non solo, ho sviluppato una capacità nel reperire informazioni su Internet, invidiabile. Io trovo ebook gratuiti che le persone “normali” pagherebbero per averli. Infine non ho problemi con l’inglese. Se metti tutto questo insieme, capisci che se uno reperisce le informazioni giuste, non perde tempo con sistemi del cavolo.
Ora, il punto è che con questo blog tento di comunicare il mio know-how alla gente. Però ho scoperto che la gente non vuole sentire la verità. La gente preferisce sognare. Su questo fanno leva molti personaggi senza scrupoli che illudono la gente con fantomatiche guide sul guadagno che promettono di diventare ricchi. Inutile dire che ho letto 2 guide molto famose (GRATIS e senza pagare) e mi sono arrabbiato parecchio. Perché penso ai poveracci che hanno speso soldi per leggere quell’immondizia. Ma sai, alla gente puoi ripetere queste cose 1.000 volte. Non serve a nulla. Loro continueranno a spendere soldi nelle truffe che temono tanto. Questo è stato il successo di Wanna Marchi, purtroppo.
Io continuo a informare, chi vuol capire capisca. Tutti gli altri? Beh, continuino a buttare soldi (e a prendersela in quel posto). Non mi vengano a dire che guadagnare online è una bufala oppure sono tutte truffe, però: perché allora mi incazzo sul serio.
Commento by Sir Vester — @
[...] in un mio precedente post ho terminato chiedendo commenti su quanto avevo scritto. Come puoi vedere non ci sono stati [...]
Pingback by Secondo me tu non vuoi guadagnare online | Impresa Pratica - guadagnare con Internet e fare soldi online — @
Quindi questo e’ il primo post dove chiedevi un parere… io ho letto a ritroso e quindi sono concetti che hai espresso nuovamente nei post successivi a cui ho gia’ commentato. E’ ovviamente tutto condivisibile a parte che Gianni Agnelli ha ereditato la Fiat (ma suo nonno l’ha creata, quindi consideriamo lui).
Il problema del guadagno online e’ che e’ cosi’ facile partire che uno non si rende conto che deve sviluppare competenze. Si trova catapultato a essere un imprenditore (potenziale) in 10 minuti ma e’ ancora un impiegato o operaio nella testa. Quello e’ veramente il salto difficile. Come capire che i dettagli sono importanti, che fare un blogghino con due link affiliati e’ quasi come fare un reale business online, ma non e’ la stessa cosa. Come una Ferrari a pedali da bambino non e’ come una Ferrari vera, anche se somiglia, vista da lontano.
Marco
Commento by Marco — @
Ho preso l’esempio di Agnelli e Benetton perché li conoscono tutti. Comunque non stavo alludendo a Gianni Agnelli ma a Giovanni Agnelli, quello che ha fondato la Fiat nel 1899.
Se entriamo nel merito, secondo me la causa principale della cosiddetta crisi economica (almeno in Italia) è proprio la carenza di veri imprenditori. Gianni Agnelli, come dici tu, ha ereditato la Fiat. Così è facile. Il difficile è stato fondarla. Quelli che oggi vengono definiti imprenditori, in realtà sono faccendieri. Agnelli, Benetton, Tronchetti-Provera et similia. Cosa c’entrano i maglioni con le autostrade? Cosa c’entrano i pneumatici con i telefoni? Il fatto è che questi qui fanno finanza. Comprano aziende, le depauperano e le fanno chiudere. Questi hanno i soldi ma non le capacità. Quali prodotti innovativi stanno creando? Dov’è la ricerca? Dov’è l’innovazione? Le persone da prendere come esempio sono quelle che hanno fondato le aziende, non quelle che le hanno ereditate per portarle al fallimento. L’atteggiamento mentale giusto va imparato da queste persone. Da persone come Giovanni (non Gianni) Agnelli.
Commento by Sir Vester — @
[...] GUADAGNARE ONLINE NON E’ PER TUTTI [...]
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