Stavo leggendo un post sul blog del Tagliaerbe sui possibili guadagni di Twitter. Beh, ho sempre faticato a capire il modello di business di Twitter perché, a differenza di Facebook, apparentemente non sembrano esserci molte possibilità di monetizzazione. Il grosso problema di Twitter a mio avviso è che ti consente di usufruire dei suoi servizi al di fuori della sua piattaforma. In altre parole, basta scaricarsi un apposito programma (client) per poter “twittare” dal proprio computer o cellulare, senza dover visitare fisicamente il sito di Twitter. La conseguenza immediata di ciò è che se non visiti il sito, non ti becchi l’eventuale pubblicità.
Ora, sembra che Twitter abbia iniziato a pensare a dei “tweet sponsorizzati”, ma la reazione del pubblico è stata ostile. Le persone hanno iniziato a parlare di “spam”, di “pubblicità non richiesta”, hanno minacciato di andarsene da Twitter, etc. Ebbene, come al solito, se si vede la cosa esclusivamente sotto il punto di vista dell’utente, si può comprendere una simile reazione, ma se ci si sforza di vederla dal punto di vista del fornitore del servizio, le cose cambiano di molto.
Purtroppo su Internet è radicata da tempo la cultura del “tutto gratis”. C’è persino un sito che si chiama così. Ragazzi, nulla è gratis. Dietro a qualsiasi prodotto o servizio, ci sono dei costi, c’è gente che lavora e che ha il diritto di vedere riconosciuto il lavoro. Ciò è sempre vero e le cose non cambiano di una virgola se stiamo su Internet.
L’impiegato delle poste, fa un servizio e percepisce uno stipendio. La stessa cosa accade per l’impiegato del Comune. L’insegnante percepisce uno stipendio. Chi vende abbigliamento in un negozio, non riceve lo stipendio ma guadagna sui prodotti commercializzati. Insomma, qualsiasi lavoro, qualsiasi attività, qualsiasi servizio, qualsiasi prodotto scambiato, produce reddito.
Su Internet, tutto ciò sembra sparire magicamente. Su Internet tutto è gratis. Su Internet si lavora per hobby. Su Internet l’insegnante divulga cultura e informazioni per passione. Chi scrive articoli non va pagato. Insomma, Internet è un mondo di volontari che non si sa bene come facciano a campare, visto che non li paga nessuno. È ora di abbandonare la cultura del tutto gratis ad ogni costo. Prendi il caso degli infoprodotti. Molte persone non vogliono spendere per un ebook, perché stupidamente affermano:
- Un ebook non è un libro di carta, non ti resta nulla in mano
- Non ha senso spendere soldi per informazioni che si possono trovare gratis
Chi ragiona così, è davvero stupido o poco informato. La cultura non si misura a chili. Ci sono tonnellate di carta stampata che sono buone solo per rivestire le bottiglie quando fai la passata di pomodori. Al contrario, ci sono ebook che “non si toccano e non pesano”, che a mio avviso valgono centinaia di euro. Come dico sempre, l’informazione ha valore. Spesso, meno paghi e meno ottieni. La qualità ha un prezzo e le informazioni gratuite, spesso sono di bassa qualità. Le cose che insegno nel mio corso ad esempio, non si trovano gratis in giro, perché sono il frutto della mia esperienza. Come puoi pretendere che divulghi la mia esperienza gratis?
Eppure, nonostante questi sembrino scoperte dell’acqua calda (anzi forse pure tiepida), non appena inizi a parlare di soldi, la gente scappa. Te ne accorgi in tanti modi. Te li elenco? Se tu pubblichi un ebook a pagamento, oppure lanci un nuovo servizio, apri una scuola online, vendi dei prodotti, inserisci della pubblicità, insomma, se minimamente ti azzardi a voler guadagnare dal tuo lavoro (perché di LAVORO) si tratta, ecco cosa accade:
- Gli amici di Facebook non ti salutano più
- Gli iscritti alla newsletter si cancellano
- I commenti positivi spariscono
è triste, ma se tu fai capire lontanamente di voler monetizzare il tuo lavoro, inizi ad essere visto come uno spammer, come un venditore di enciclopedie, insomma, come una terribile persona che “osa” guadagnare dal proprio lavoro. La cosa che nota una persona che diffonde informazioni gratis, non è molto edificante: stuoli di persone che pretendono, che vogliono sempre di più, ma che non vogliono dare nulla in cambio. Questa categoria di persone ha un nome ben preciso: parassiti. Ora entro nello specifico del mio caso. Ricevo moltissimi commenti positivi su questo blog, moltissime e-mail di apprezzamento. Cosa vuol dire tutto ciò? O la gente mi prende in giro oppure pensa realmente che scrivo cose utili. Eppure – eppure – pochissime persone (si contano sulle dita di una mano) hanno inserito un link a qualche mio articolo. Molte persone mi scrivono o mi chiamano al telefono per delle consulenze rigorosamente GRATIS. È stata emblematica una telefonata ricevuta qualche tempo fa. Dopo 2 ore di consulenza gratis, arrivederci e grazie. Come se niente fosse. Io non mi sarei mai sognato di agire in questo modo. Ragazzi, ma se andate da un notaio, da un avvocato o da un commercialista, questi vi fanno consulenza gratis? Iniziamo a diffondere la cultura del: su Internet prodotti e servizi si pagano esattamente come accade in qualsiasi altro luogo. Tu che ne pensi?
Vuoi imparare a metterti in proprio su Internet? Iscriviti alla mia membership!
Copyright (c) 2009-2011 Impresa Pratica - Tutti i diritti riservati. Vietata la copia anche parziale. Ogni abuso derivante dal plagio, dalla contraffazione, la copiatura, la distribuzione, la commercializzazione, del materiale e dei marchi brevettati, lo sfruttamento economico o pubblicitario dei contenuti del blog sarà perseguibile civilmente e penalmente.
Il tuo indirizzo non sarà comunicato, ceduto o prestato a NESSUNO perchè rispetto la tua privacy e detesto lo spamming quanto te. I dati saranno trattati nel pieno rispetto della legge sulla privacy (testo reperibile qui: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1311248)

Ciao, ho conosciuto questo sito per caso e devo ammettere, che mi piace. La persona che scrive è senza dubbio esperta, e affronta le cose in modo serio.
Quello che viene detto in questo articolo è sacro, purtroppo nel nostro paese abbiamo un concetto di internet strano, ed è anche vero che non tutto può essere gratis.
Che sia forse un problema di mentalità? O magari siamo influenzati troppo dal fatto che consideriamo il web una cosa di serie B?
Grazie ancora per il contributo dato con questo articolo, da oggi questo sito finisce nei miei rpeferiti
Commento by Roberto — @
Ciao Roerto, grazie a te e benvenuto nel blog.
Commento by Sir Vester — @
Concordo con tutto quello che hai postato in questo articolo!
Il notaio si paga eccome…
E allora è giusto che anche chi si occupa di consulenze online venga ricompensato (e non solo con un grazie ed un arrivederci).
Ti seguo!
Marco Pelizzari
Commento by Marco Pelizzari — @