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Newsletter: la forma è importante

Ok, hai messo in piedi la tua brava newsletter e ora? Ora devi inviare le mail ai tuoi iscritti. Gli scopi di una mailing list (perché questo è il vero nome di una lista di indirizzi) sono vari, la newsletter è solo uno dei tanti. Di conseguenza i contenuti variano di molto. Una cosa che però è comune a tutte le liste, indipendentemente dai contenuti è la forma. Già, si parla spesso di contenuti e mai di forma. Proverò a dar qualche consiglio in questo post. Iniziamo dall’oggetto delle mail. Deve essere una frase interessante e che stimoli la curiosità degli iscritti, altrimenti le mail non verranno mai aperte. Vediamo due esempi:

  • Newsletter n. 321 del 15 gennaio 2010
  • Solo pochi lo sanno

Secondo te, quale tra le due mail ha maggiori probabilità di essere letta? La prima è anonima e non incuriosisce, la seconda invece, stimola subito la domanda: cos’è che sono in pochi a sapere? Il tasso di apertura delle tue mail è fondamentale, perché se gli iscritti non leggono le tue mail, è come se non ci fossero. Che senso ha avere 2.000 iscritti che non leggono le tue mail? Bene, ora supponiamo che la tua mail venga aperta. Cosa c’è dentro? Prima di tutto un consiglio: evita di inviare mail in solo formato HTML. Sono belle da vedere, ma rischiano di non essere lette da coloro che disabilitano l’HTML o peggio, rischiano di essere classificate come spam. Una tipologia classica di mail spam infatti, è scritta in modalità HTML e contiene delle immagini all’interno. Il consiglio quindi è quello di scrivere la mail sia in formato HTML che in formato testuale. Ma vediamo cosa c’è scritto dentro una mail:

Spett. Ufficio Marketing


Cordiali saluti,
Ufficio Commerciale
Azienda Pippo & Pluto SPA

Come la vedi? Io la vedo anonima, fredda e formale. Nota bene: la mail non è firmata da una persona fisica. Non si sa con chi si sta parlando. Osserva ora questa forma:

Gentile Paolo Rossi,


Cordiali saluti,
Demetrio Ferrandel
Ufficio Commerciale
Azienda Pippo & Pluto SPA

È un po’ meglio, vero? Il signor Demetrio si rivolge a te cliente (Paolo Rossi) e ti chiama per nome. Nell’ufficio commerciale dell’azienda Pippo & Pluto SPA, ora è presente una persona fisica che si rivolge ad un’altra persona fisica. Ora, se tu non lavori per conto di un’azienda e se si tratta della newsletter associata al tuo blog, potresti scrivere in modo più informale:

Ciao Paolo,


A presto,
Demetrio Ferrandel

Molto meglio, no? Ora vediamo altri piccoli accorgimenti. L’indirizzo e-mail del mittente è molto importante. Vediamo questi due casi:

  • noreply@aziendaX.com
  • demetrio.ferrandel@aziendaX.com

Secondo te qual è l’indirizzo migliore? Ovviamente il secondo. Il primo dà la sensazione di un dialogo con una macchina, mentre il secondo dà la sensazione di un dialogo tra persone. Non solo: noreply significa “non rispondere”. Come può sentirsi un cliente che riceve una mail simile? L’azienda che gestisce questa lista non vuole essere disturbata da me. Non vuole che le scriva. In poche parole: dialogo tra azienda e cliente ridotto ai minimi termini. Tu sei il cliente e devi comprare in silenzio, io sono l’azienda e non voglio essere scocciata da te. Non va bene. Sempre parlando di forma, un altro piccolo suggerimento che volevo darti riguarda la lunghezza delle righe. Quando scrivi una mail, non devi pensare al classico foglio di carta in formato A4. No, la mail viene letta spesso all’interno di un browser web, su un sito web. La larghezza della pagina quindi è molto più limitata. Ciò significa che se non presti attenzione alla lunghezza delle singole righe delle tue mail, costringerai chi le riceve a scorrere continuamente la pagina da sinistra a destra e viceversa. Una cosa decisamente seccante per chi legge. Gli autoresponder come Aweber ti suggeriscono la larghezza ideale del testo e ti consentono di andare a capo tutte le volte che hai raggiunto la larghezza massima. Come vedi sono piccole cose che però a volte fanno la differenza.

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