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Quando Occorre Aprire la Partita IVA?

A SCANSO DI EQUIVOCI: SE APRI UN NEGOZIO O UN’ATTIVITA’ ECONOMICA CONTINUATIVA, DEVI APRIRE LA PARTITA IVA!

Molte persone mi chiedono: per inserire degli annunci AdSense sul mio blog, devo aprire la partita iva? Anche nei forum, se ne leggono delle belle: faccio collanine per hobby e vorrei iniziare a venderle su Internet, devo aprire la partita IVA? La cosa ancora più incredibile è che molte persone sono convinte che questa benedetta partita IVA sia addirittura obbligatoria non appena si inizi a parlare di soldi. Ho già parlato di partita IVA nel mio blog, ma forse è il caso di approfondire alcuni concetti. Vorrei farti arrivare alla verità facendoti ragionare e usando il buon senso. Considera queste “attività”:

  • Vendo la mia bicicletta usata su eBay o su una rivista come Portaportese o Portobello
  • Faccio collanine con le perline e vorrei venderle su Internet
  • Faccio ripetizioni di matematica
  • Do lezioni private di chitarra

Secondo alcuni, se fai queste attività devi aprire la partita IVA, altrimenti sei un evasore fiscale. Bene, iniziamo subito a chiarire una cosa: chi non possiede la partita IVA, non è un evasore fiscale se dichiara tutti i redditi che percepisce in sede di dichiarazione dei redditi. Ecco, semmai questo è il vero problema: quante persone dichiarano i propri redditi? Se io vendo la mia bicicletta usata su eBay, non devo certo aprire la partita, ne convieni? Infatti si tratta al limite di attività occasionale. Se invece sono un professore di matematica che tutti i pomeriggi “arrotondo”, allora sono obbligato a dichiarare i miei redditi derivanti dalle lezioni private, in caso contrario sono a tutti gli effetti un evasore fiscale.  Andiamo con ordine e vediamo cosa dice la legge. La legge dice che qualsiasi reddito percepito, va dichiarato. Se tu dichiari i tuoi redditi, non sei un evasore fiscale e stai a posto. Superata una certa soglia di reddito però, occorre in effetti aprire questa fantomatica partita IVA. Qui arrivano le dolenti note, perché la normativa non è chiarissima. Però c’è un modo molto semplice per capire se e quando occorre aprire la partita IVA. La partita IVA, come dice il nome riguarda l’IVA, la quale è regolamentata dal D.P.R. 633/72 (Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto), che recita così:

“imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate”

Ora, se tu crei e vendi collanine (notare il diminutivo, non ho detto “collane”), stai di fatto esercitando un’arte o una professione (creatore o creatrice di collane). Quindi sei una persona soggetta all’IVA e come tale dovresti aprire la partita IVA, giusto? Sbagliato! Già, perché siamo sicuri che tu stai effettivamente esercitando un’arte o una professione? La tua creazione di collanine è un hobby o una professione a tutti gli effetti? Come si fa a capirlo? Non certo con le interpretazioni personali, ma andando nuovamente a consultare cosa dice la legge. Sempre nel D.P.R. 633/72, all’articolo 5 troviamo:

“Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata delle attività stesse.”

Ora, fai attenzione alla parola: “abituale”. Questo è il punto cruciale. Il tuo hobby diventa una vera e propria attività commerciale se viene esercitato in modo abituale e non occasionale. Quindi, sintetizzando:

  1. L’obbligo di apertura della partita IVA dipende dal carattere di abitualità o di occasionalità con cui viene svolta l’attività (art. 5 DPA 633/1972 DPR 633/72).
  2. Nel caso di abitualità occorre aprire la partita IVA
  3. Nel caso di occasionalità non occorre aprire partita IVA

Quindi, se la tua attività è saltuaria, non hai alcun obbligo di apertura di partita IVA. L’unico obbligo che hai è quello di dichiarare tutti i tuoi redditi nell’apposito modello 730 o Unico che dir si voglia. Ora, come si fa a distinguere tra attività abituale e attività occasionale? Qui casca l’asino, perché non sembra esserci una legge che definisca in modo inequivocabile come stabilire se un’attività è occasionale o continuativa. A partire dal 2003 però, qualcuno ha introdotto il concetto di lavoro occasionale all’interno della normativa italiana. Dal 2003 perciò, esiste la legge delega n. 30/2003 (meglio nota come legge Biagi) che stabilisce dei limiti perché l’attività sia da considerare occasionale e cioè:

  1. Prestazione di durata inferiore a 30 giorni
  2. Importo annuo massimo di 5.000 euro

Se una delle due condizioni non è soddisfatta, allora si parla di attività abituale, la quale è soggetta all’IVA e pertanto occorre aprire la partita IVA. Ora, tu potresti pensare che il riferimento alla legge Biagi sia una mia libera interpretazione, ma non è così. Il riferimento a tale legge viene fatto dall’INPS che dichiara testualmente:

“Si elencano i principali riferimenti normativi in materia di lavoro occasionale di tipo accessorio, partendo dalla Legge delega n. 30/2003 (legge Biagi n.d.a.) che ha introdotto per la prima volta le prestazioni occasionali di tipo accessorio (art. 4 c. 1 lettera d), poi disciplinate dal D.Lgs n. 276/2003 (artt. 70-73). L’ultimo riferimento normativo, in ordine cronologico, è la Legge n. 191/2009 (Finanziaria 2010), che ha apportato significative modifiche all’art. 70 in merito al campo di applicazione del lavoro occasionale accessorio, inserendo ulteriori attività ed ampliando la platea di possibili committenti e prestatori.”

So cosa stai pensando: il famoso tetto dei 5.000 euro vale solo ai fini dell’iscrizione alla gestione separata INPS! Ok, se non credi a me e all’INPS, allora dovresti credere al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, quando parla di lavoro accessorio.

Detto tra noi, credo che il tetto dei 5.000 euro sia stato pensato utilizzando il buonsenso. Al di sotto di tale cifra infatti, l’apertura della partita IVA non ha senso, perché i costi obbligatori per legge, supererebbero i ricavi. Una volta aperta la partita IVA infatti, occorre registrarsi obbligatoriamente presso l’INPS, versando un minimo di 3.200 euro l’anno, versare le imposte sul reddito percepito, pagare il compenso di un commercialista, etc. Insomma, sotto tale cifra si è in perdita. Bene, spero di aver chiarito una volta per tutte la questione della partita IVA.

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57 commenti

  1. Interessante questo articolo, e abbastanza approfondito.
    Avevo già letto cose simili riguardo a siti che vendono prodotti (digitali e non).
    Però, quando si parla di Adsense (pubblicità in generale) o di un membership site, le cose cambiano.
    Se stai sotto i 5000€, non stai mai sotto i 30 giorni di attività continuativa. Adsense è attivo 24/7 e idem il membership site.
    Anche se sei iscritto ad un programma di affiliazione e vendi quotidianamente almeno un prodotto sei fuori dalla prestazione occasionale.
    Come interpreteresti questi casi?

    Commento by Alberto — @

  2. Li interpreto così: dichiari i redditi nell’apposito modello in sede di dichiarazione dei redditi. Fine dei discorsi.

    Francamente continuo a non capire questo genere di domande forzatamente “cavillose”. Estremizzo il tuo concetto:

    Se guadagno 0 (ZERO) e uso AdSense tutti i giorni da 2 anni (siamo al di sopra dei 30 giorni, no?), secondo te devo aprire la partita IVA? A me sembra una domanda priva di senso.

    Oppure: se mi vendo l’auto usata e ne ricavo 10.000 euro, devo aprire la partita IVA perché ho superato i 5.000 euro? A me sembra un’altra domanda priva di senso.

    Io userei il buon senso, no? Ho messo in piendi un’attività commerciale VERA? Apro la partita IVA. Sto “giocando”? Non la apro. Se creo “collanine” e non so nemmeno se ne venderò mai una per sbaglio, che senso ha preoccuparsi della partita IVA? Per giustificare la partita IVA devo avere un’attività commerciale, non un sogno di attività commerciale. E’ chiaro però che se incasso soldi, poi li devo dichiarare. Se apro un bar, è evidente che sto facendo attività commerciale. Se spero di vendere una collanina, la vedo molto dura inquadrarla come attività commerciale. Certo, se poi sono bravo e ne vendo 10.000 al giorno, i discorsi cambiano.

    Comunque lo ripeto: in caso di dubbio, mi rivolgerei sempre e comunque ad un commercialista. Commercialista = persona esperta in queste tematiche. Io non sono un commercialista e quindi non sono la persona più adatta alla quale rivolgere queste domande.

    Dico questo perché continuo a ricevere domande di questo tipo e francamente leggi e contabilità non sono mai state la mia passione. Ripeto: non sono esperto di queste cose. Ho scritto 2 articoli che mi sembrano abbastanza chiari e completi. Per i dubbi esistono i commercialisti (sempre che ne trovi qualcuno che sappia cosa vuol dire “commercio elettronico” o “affiliazioni”).

    Commento by Sir Vester — @

  3. Mi stupisce che su un sito che si chiama Impresa Pratica si diano informazioni completamente sbagliate.
    Rivolgetevi a un commercialista perchè in caso di controlli rischiate grosso. Ovviamente è probabile che i controlli non ci siano mai ma se seguite queste indicazioni non siete in regola.
    La burocrazia non si basa sul buon senso.

    Commento by Lore — @

  4. Caro Lore, visto che affermi che fornisco informazioni completamente sbagliate, vuoi dire cortesemente anche quali sono? Grazie.

    Ho già detto di non essere un commercialista, ma ti assicuro, caro Lore, che la stragrande maggioranza dei commercialisti, non sa nemmeno cosa siano e-commerce o affiliazioni.

    Comunque attendo una tua illuminazione sulle informazioni completamente sbagliate e sui grossi rischi.

    Prima di fare ulteriori commenti però, ti suggerisco di leggere bene questo articolo che hai commentato (nel quale fornisco anche riferimenti legislativi) e quest’altro:

    http://www.impresapratica.com/leggi-e-fisco/aprire-la-partita-iva/

    Commento by Sir Vester — @

  5. Ciao,
    ho una domanda… inizio la mia attività di venditore di collanine, ne vendo 100 a 3€ l’una e mi chiedono “la fattura”…. come mi comporto?

    Saluti.
    Umberto

    Commento by Umberto — @

  6. Ciao Umberto. Prima di tutto spero che tu venda 100 collanine ad una sola persona e che questa ti chieda una fattura per 300 euro. No, perché se vendi 100 collanine a 100 persone diverse e qualcuna di queste ti chiede una fattura per 3 euro, beh, la vorrei proprio vedere in faccia… :D

    Comunque, seriamente, rispondendo alla tua domanda: semplice, emetti una ricevuta per prestazione occasionale, ai sensi dell’art. 67 lett. L del TUIR 917/86 e fuori campo IVA ai sensi dell’art. 5 DPR 26/10/1972 n. 633 e successive modifiche e integrazioni. Ti suggerisco di leggere anche questo mio articolo:

    http://www.impresapratica.com/leggi-e-fisco/emissione-fatture-e-normativa/

    Commento by Sir Vester — @

  7. Buonasera Sir Vester, scrivi articoli veramente interessanti.

    Nella confusione delle leggi italiane e nella crisi economica che ci accompagna, mi sembra ci siano tanti che “non sanno” come iniziare e delle norme e sentenze destinate a chi potrebbe restare solo un hobbista o un artista privato senza indebitarsi con lo stato o con consulenti.

    Mi piacerebbe tu completassi la tua trattazione parlandoci anche delle opere d’ingegno creativo (banche dati, siti web, software, opere fotografiche, dipinti, sculture, canzoni, ricerche, tesi, studi, manoscritti, ecc.). Una cosa che mi chiedo è se nella cessione dei diritti d’autore, nel particolare caso dei diritti esclusivi di utilizzazione sorga, quando e perchè l’obbligo di aprire la partita iva. Sono cose da sapere prima di incappare in degli “errori” burocratici e non dopo…

    Tra l’altro creare, innovare o inventare non è un’attività facilmente indicabile come abituale per legge. A meno che’ non siamo noi stessi che autodichiariamo l’attività creativa come abituale aprendo la partita iva. I creativi sono intimoriti da leggi incomprensibili e da “consulenze” varie.

    Secondo me’ può essere un attività abituale mettersi tutti i giorni a vendere le proprie opere, ma se le si espone semplicemente senza mettere prezzi nei mercati occasionali o meglio ancora tramite un associazione culturale che organizza mostre, mercatini, fiere ed eventi, qualora qualcuno interessato chiedesse di acquistarle potrebbero essere liberamente vendute dall’autore stesso. Chiaramente se è l’associazione che venderà dovrà giostrarsi lei la cosa nel rispetto della normativa fiscale, ma se è il privato che esponendo sorge l’occasionalità di vendere a seguito della mostra non deve rinunciare perchè non vi è una norma che lo vieta. Mi sembra che l’Italia sia un paese di diritto quindi se la cosa non è vietata per legge si possa ancora fare.

    Infine nella cessione dei diritti esclusivi di utilizzazione delle opere d’ingegno non c’è il limite dei 5000,00€ l’anno e non sorge mai l’obbligo all’iscrizione alla gestione separata INPS a parte per alcune forme d’arte dello spettacolo.

    Infine ricordo che nel TUIR quando si parla della cessione di beni mobili (quindi anche quelli autoprodotti) tra privati (pertanto non svolta in modo professionale) non rientra nel reddito da dichiarare. Mentre per la cessione dei diritti d’autore si parla di altri redditi, che devono essere inseriti in dichiarazione assieme al lavoro autonomo occasionale.

    Spero di averti dato spunti anche a correzione di quello che ho indicato per parlare di quello che mi auguro il tuo prossimo articolo.

    Per la cessione dei diritti d’autore la mia fonte è una relazione dell’ADE della Toscana in particolare “4.Redditi diversi” e “Diritti esclusivi di utilizzazione delle opere dell’ingegno”.
    Grazie,
    Anton.

    Commento by Anton — @

  8. Ciao Anton. Purtroppo io sono “solo” un informatico. Al limite posso parlarti di software libero (ma anche lì è una giungla, ci sono decine di licenze… gpl, lgpl, bsd, mit, copyleft, etc.) :D
    Puoi chiedermi qualsiasi cosa su Internet, creazione siti web, programmazione, web marketing ma… non sul diritto d’autore e sul copyright.
    Non sono un avvocato né un commercialista. Anzi, le materie che hanno a che fare con legislazione, burocrazia, fisco, etc., non le ho mai digerite e non sono certo il mio forte. Nella fattispecie, la normativa del settore del copyright e del diritto d’autore è abbastanza complessa.

    Ma tu hai una minima idea di quello che mi hai chiesto? :D

    Su Wikipedia c’è un’intera categoria solo sul diritto d’autore:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Diritto_d%27autore

    Tutto quello che so io è che qualsiasi opera d’ingegno è protetta in modo naturale dal diritto d’autore. Fine.

    Commento by Sir Vester — @

  9. Se hai tempo dai un occhiata a quello che ti ho suggerito eccolo:
    http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:lRNx7Vl8EeoJ:toscana.agenziaentrate.it/sites/toscana/files/private/2006/iniziative/diritto%2520autore%2520web.pdf+diritto+d%27autore+fisco&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESjaOoMR8blE28sVdSj0W3y4ZiAPHg-oOK80lGyKIcJN8hP8KQ13oVjbp21gzmtgZs30ugQ4XpsNEbXYF-DyCP9ylOlJuKNPLvqi1zw8RvTfhdKGigA_OHKTwdsQWCi0lCprEoFf&sig=AHIEtbSmS_3wEBr4vEW-0rkkupGNrcVElg&pli=1

    Se non è attendibile questa di fonte…

    Commento by Anton — @

  10. Grazie Anton. Il documento sembra interessante. A tempo perso gli darò un’occhiata.

    Commento by Sir Vester — @

  11. Ciao Sir,
    io ho già la p.iva come consulente (libero professionista, mi occupo di commercio internazionale) e vorrei vendere degli ebook tipo “guide pratiche”.
    Chiaramente non ha senso fare la fattura come prestazione professionale, se non altro perchè il sostituto di imposta difficilmente si mette a versare la ritenuta d’acconto per 1,5 €.
    In questo caso le domande sono due:
    1. come libero professionista posso vendere prodotti editoriali senza essere iscritto alla camera di commercio
    2. va applicata l’aliquota iva del 4% come nei libri cartacei o quella al 21% trattandosi di vendita on-line?
    Sono domande da commercialista, ma è proprio come dici tu: molti commercialisti non sanno neanche di cosa stia parlando.
    Grazie

    Commento by Stefano — @

  12. Ciao Stefano, tu mi fai domande da commercialista su argomenti che non solo non conoscono i commercialisti, ma nemmeno i tizi che lavorano all’Agenzia delle Entrate!
    Prova a chiedere all’Agenzia delle Entrate come sono regolate le vendite di infoprodotti/ebook… :D
    Ti risponderanno: “info-che??????” oppure “ibuc?????”. :D
    Se vendi prodotti (non importa se fisici o elettronici) stai facendo commercio e quindi devi essere iscritto alla CCIA e applicare l’IVA che, sugli ebook, mi risulta essere del 21% (non credo l’abbasseranno al 4%, semmai l’aumenteranno ancora, visto che – a causa della “crisi” – si parla di aliquote del 22-23% o addirittura del 25%). Queste cose le stanno decidendo adesso al Governo, perciò, chi può dirlo?

    Ma tu vendi LIBRI elettronici o fai CONSULENZA online utilizzando supporti elettronici? ;-)

    Commento by Sir Vester — @

  13. eh! vero che stai d’cendo a stefano….. mi fanno ridi tantissimo!!!! sai in questi giorni ne meno solo una risposta giusta che avevo sentito.3times che sono andata dove agenzie delle entrate, chiede p.IVA per import bus. perche voglio vendere prodotto dal mia paese.but never gave any official information. come ti responder me! dear sir Vester????

    Commento by marjorie — @

  14. Scusa io ho una paginetta su Facebook, dove appunto creo per Hobby delle cosucce mie con Perline e Swarovski, metto in esposizione con foto tutto quello che creo, implica qualcosa di illegale? dovrei aprirmi la partita IVa??? Però c’è da dire che gli articoli che metto sono automaticamente anche su e bay annunci, e che sotto la foto c’è anche il link dell’annuncio su e bay! volevo qualche delucidazione in base a questo se dovrei dichiarare o apripre partita IVa… grazie

    Commento by Rosy — @

  15. Ho letto parecchie cose tue e trovo che tu sia molto chiaro…naturalmente ho bisogno di approfondire il mio caso personale: sono già dipendente e sto per aprire un sito di consulenza. Seguendo i tuoi suggerimenti inizierei senza aprire, per il momento almeno, la Partita IVA, vedendo come ingrana l’attività (discorso € 5.000, occasionale,…). La domanda è: l’apertura di un sito che “vende” un servizio, si può considerare occasionale? O comunque finchè non arrivo ad un consolidato di € 5.000 posso ritenerlo tale? Mi si pongono mille dubbi perchè andando a cercare fra i vari siti che offrono consulenze a pagamento (e qualcuno l’ho anche testato in prima persona), ne vedo molti (anche piuttosto noti e consolidati) che non hanno la Partita IVA, non calcolano l’IVA nel prezzo della prestazione e soprattutto non rilasciano alcuna ricevuta o fattura (forse chiedendogliela…?). Deduco che l’argomento sia parecchio…giungla!
    Grazzzzieeee

    Commento by daniela — @

  16. Ciao Daniela, non mettermi in bocca cose che non ho mai detto o scritto…

    IO NON HO MAI DETTO DI APRIRE UN’ATTIVITA’ COMMERCIALE SENZA PARTITA IVA.

    Se dico queste cose, MI ARRESTANO come minimo. Qualsiasi attività non occasionale richiede una partita IVA. Se tu apri un bar, anche se all’inizio non vendi nulla, secondo te è un’attività occasionale? Non direi. Potresti aprire un bar senza partita IVA? Potresti aprirlo abusivamente, dicendo: “vediamo se va… se ingrana, poi apro la partita IVA”. Ovviamente, no. Io per aprire un negozio online di erboristeria con mia moglie, ho dovuto aspettare mesi – mesi – per assolvere a tutte le pratiche amministrative, burocratiche e per le autorizzazioni del caso. Ma quello è un negozio online, non un’attività occasionale. Diverso è il caso di una persona che vende qualche “collanina” occasionalmente (magari su eBay). Magari oggi vendo due collanine e domani faccio altro. E’ un hobby. Chiaro? Se apri un sito che vende, stai avviando un’attività commerciale esattamente come un bar su strada. Per l’Agenzia delle Entrate, tra un negozio online e uno su strada non c’è alcuna differenza. Mi pare di avero spiegato, detto e ridetto in tutte le salse. Io dico una cosa diversa: apri un blog *AMATORIALE*, dove scrivi chiaramente che *NON* è un’attività di vendita e inizia a vedere se riesci a vendere qualcosa. Se ci riesci, passi al passo successivo, cioè all’apertura della partita IVA. Ad esempio: creo un blog di politica, poi, dopo 2 anni scopro che è visitato da 10.000 visitatori al giorno, allora lo registro come testata giornalistica. Non apro un blog oggi e lo registro subito come testata giornalistica. Capito il senso?

    Commento by Sir Vester — @

  17. grazie mille!
    a me sarebbe anche chiaro ma…diciamo che mi confondono le idee tutti quei siti di cui accennavo prima! Insomma, per dirla chiara, ci sono addirittura siti di consulenza LEGALE e FISCALE, che sono online da anni, che non pubblicano la P.IVA e non fanno ricevute al cliente, con i costi secchi, cioè senza IVA!! Quindi, permettetemi di avere le idee poco chiare…

    Commento by daniela — @

  18. Uno studio legale che ha un sito senza partita IVA agisce in modo ILLEGALE, perché per legge, chi ha un’attività non occasionale, ha l’obbligo di pubblicare sul sito la partita IVA.

    Commento by Sir Vester — @

  19. Se ho un sito in cui metto in relazione un venditore (con il quale sono legato da un rapporto di collaborazione gratuita se: mi fornisce dei dati e li pubblico sul mio sito) e potenziali acquirenti e per tale attività non percepisco alcun compenso: è tutto gratis.
    Tale attività senza scopo di lucro la svolgo regolarmente, ritengo di non aver bisogno di aprire la partita IVA.
    Sir Vester mi farebbe piacere conoscere la Sua opinione a riguardo.

    Commento by frank — @

  20. Frank, secondo me voi vi fate troppe “pippe mentali”. Se tu non guadagni nulla, non stai facendo attività commerciale, quindi che partita IVA vuoi aprire?

    Commento by Sir Vester — @

  21. Ciao, sei stato molto chiaro e sicuramente ho capito che non devo aprire partita iva per dare qualche lezione saltuaria di chitarra a un paio di ragazzi. quello che in realtà mi chiedevo era questo:
    per dichiarare anche quel poco che guadagno cosa dovrei fare? o meglio a fine anno quando devo dichiararli che documenti devo allegare al 730?
    ho letto in un forum che basta anche su un foglio qualunque scrivere i miei dati, i dati del ragazzo a cui faccio lezioni, per cosa viene dato il compenso e firme. una sorta di scontrino NON fiscale. è vero?

    Commento by Biagio — @

  22. Ciao Biagio, devi fare una ricevuta per prestazione occasionale: http://www.impresapratica.com/leggi-e-fisco/emissione-fatture-e-normativa/

    Commento by Sir Vester — @

  23. Salve,
    vorrei porre delle domande per conto di una mia conoscente:
    deve iniziare a collaborare con un’agenzia in attività finanziaria, può farsi pagare con prestazioni occasionali? Dato che inizia ora non crede che avrà un guadagno superiore ai €.5000 per quest’anno, per cui vorrebbe evitare per adesso l’apertura della partita iva.
    Inoltre: può distribuire bigliettini da visita con logo dell’azienda, suo ‘nome e cognome’ area commerciale, con i suoi recapiti e info del numero iscrizione albo agenti attività finanziaria?
    In alternativa, avendo 32 anni potrebbe aprire partita iva con regimi minimi, anche se fino all’anno scorso era dipendente di un’altra società finanziaria e si occupava sempre di finanziamenti? Quali sarebbero i costi da sostenere?
    Grazie per la risposta.

    Commento by vittoria — @

  24. Ciao Vittoria, ho scritto questo sintetico articolo per dare un’idea di quando occorra aprire la partita IVA. L’articolo però non è esaustivo, perché come dico sempre io non sono un commercialista. Quindi eventuali quesiti in merito, vanno rivolti a tale figura professionale. Credo che la tua conoscente debba comunque aprire la partita IVA con il regime dei minimi. Il costo della partita iva è zero, ma c’è quello del commercialista che fa le pratiche (figura indispensabile). I commercialisti e i CAF della mia zona, per seguire una persona con regime dei minimi hanno tariffe a partire da 6-700 euro l’anno.

    Commento by Sir Vester — @

  25. buongiorno!! avrei una domanda:
    vorrei aprire un’attivita commerciale , per aprire questa attivita’ dovro fare richietsa di una licena che per essere consegnata impiega dai 2 ai 3 mesi prima della quale non si puo lavorare nonostante si paghi l’affitto del locale …… per anticiparmi e non perdere ulteriore tempo nel frttaempo vorrei comprare tutte le attrezzatture che servono , ma per poterle poi scaricare dovro aprire la partita iva e fare la visura camerale…. la mia domanda e’ : POsso aprire la partita iva e fare la visura camerale 3 mesi prima dell’effettiva apertura? una volta che apro la partita iva e faccio la visura camerale sono obbligato a iscrivermi all’inps contestualmente? oppure per l’iscrizione all’inps posso attendere che mi consegnino la licenza per pagarli cosi’ da quadno effettivamente comincio l’attivita’ e non prima….
    grazie!!

    Commento by alessandro — @

  26. Ciao Alessandro, continuo a ripetere che non sono un commercialista e quindi è perfettamente inutile che mi facciate domande su materie che competono ai commercialisti.

    Commento by Sir Vester — @

  27. Buongiorno! Volevo sapere se per vendere abiti usati miei (premetto che ne ho molti e sono tutti in buono stato) per causa trasloco in casa più picola, sono soggetta al pagamento di qualcosa o dover dichiarare tutti gli introiti oppure aprire partita iva. Premetto che ho già partita iva ma come libero professionista e non vorrei crearmi problemi fiscali solo per vendere qualche vestito usato. Non so nemmeno quale strada seguire, non so se posso utilizzare facebook oppure qualche altra cosa. Sono alquanto ignorante in materia e dato che la legge non ammette ignoranza, prima di finire volutamente nelle sabbie mobili preferisco chedere consiglio! Grazie… Sonia

    Commento by sonia — @

  28. Scusa Sonia, ma se hai già la partita IVA, chiedi direttamente al tuo commercialista, no? Io come ripeto sempre, non sono un commercialista. :-)

    Commento by Sir Vester — @

  29. Le soglie della legge Biagi non riguardano il lavoro autonomo occasionale, ma le collaborazioni coordinate e continuative.

    Commento by Ninja — @

  30. Ninja, per l’INPS la legge Biagi riguarda il “lavoro occasionale di tipo accessorio”. Non solo co.co.co. quindi. Nel dubbio comunque, ribadisco: sentire un commercialista.

    Commento by Sir Vester — @

  31. Ciao Sir Vester, io vorrei aprire un blog dove scrivere articoli miei su ginnastica e altro..pensavo nel blog anche di vendere un mio ebook per il miglioramento personale: non saprei peró se questo sará lavoro occasionale o no.
    Specifico: io ho 17 anni e vado ancora a scuola, peró l ebook sará in vendita 24/24 quindi..???
    Diventa lavoro vero?
    Io lo vorrei fare come hobby(visto che scrivere mi piace), e con i soldi degli ebook(se ne venderó qualcuno:-)) voglio mandare avanti il blog..

    Capisco che un informatico non é la persona piú indicata per chedere di leggi o altro (studiando anch io come programmatore), ma ringrazio per dellucidazioni in merito.

    Commento by Marius — @

  32. Ciao Marius, in queste cose serve il buon senso. Direi che nel tuo caso non si possa parlare certo di lavoro vero e proprio.

    Commento by Sir Vester — @

  33. Ciao! non so se sia la sede giusta per porre certi interrogativi,ma visto l’argomento mi inserisco! la discussione mi interessa perchè sto cercando di capire rischi e vantaggi dell’iniziare una piccola attività in proprio!senza incasinarmi ulteriormente l’esistenza con tasse e debiti inutili! vorrei capire se il discorso “pratico questo solo occasionalmente” e “guadagno meno di 5.000 euro,quindi non ho alcun motivo di aprire una p.iva” vale solo per un attività di commercio su internet o anche per la vendita in strada, ai mercati come venditore itinerante?? quello non può essere considerato una sorta di hobby? se ci vado un paio di volte all’anno??.. GRAZIE IN ANTICIPO!

    Commento by Thomas — @

  34. Ciao, vorrei un chiarimento, io ho fatto un abonamento con una compagnia che fa multilevel marketing, quindi io compero o pago per l’abbonamento al servizio, loro hanno un programma mlm, e se i emiei amici o famiglia comperano l’abbonamento, la compagnia paga a me un cifra mensile per ogni abonato, non e’ un lavoro, non ci sono, contratti, ma comunque percipesco una cifra mensile, che attualmente cresce, in questo caso cosa devo fare?
    io non ho un lavoro e quindi non faccio dichiarazione dei rediti, dovrei fare dichiarazione adesso che guadagno questi soldi? quindi dovrei informarmi su cosa e’ questo 730?

    e si come il guadagno mensile sta crescendo significativamente, dopo che supera i 5000 annui, dovrei aprire la partita iva? se dovessi essere cosi, non vedo sotto cosa rientra, visto che non vendo nessun servizio, io faccio solo di passaparola.
    come vedi sono molto confusa e non trovo info da nessuna parte.

    grazie in anticipo

    Commento by Dera — @

  35. Ciao , io chiedo una ( forse ) una semplice informazione: ho un negozio di intimo ,posso aprire una pagina facebook,mettere delle foto con l’immagine dei prodotti che vendo regolarmente con i prezzi esposti in foto???
    grazie della risposta….

    Commento by Salvatore — @

  36. Se fai pubblicità ai prodotti che vendi fisicamente nel negozio su strada, non vedo perché tu non possa farlo.

    Commento by Sir Vester — @

  37. salve, vorrei creare un sito per noleggiare per brevi periodi passeggini e articoli per bambini ai turisti,devo aprire la partita iva? che tipo di fatture devo rilasciare?grazie

    Commento by grazia — @

  38. Ciao Sir,
    innanzitutto voglio farti i complimenti per il sito, trovo che sia molto esaustivo, sono riuscita a trovare delle risposte a domande a cui nessuno sapeva rispondermi se non sommariamente.
    Ho due cose da chiederti:
    1. esiste una newsletter alla quale mi posso iscrivere per venire informata sui nuovi post? Non l’ho vista …
    2. l’attività di organizzazione eventi in maniera occasionale ha bisogno di partita iva? Immagino di no ma volevo togliermi ogni dubbio perché non si tratta attività creativa.

    Ti ringrazio molto,
    Valentina

    Commento by Valentina — @

  39. Il modulo di iscrizione alla mia newsletter è dappertutto su questo blog. :-)
    Se ti iscrivi riceverai notizie anche dei nuovi post.
    Sì, ha bisogno di partita IVA.

    Commento by Sir Vester — @

  40. Salve,
    intanto la ringrazio per gli interessanti contenuti di questo sito, poi vorrei chiederle un parere sul mio caso.
    Io ho 24 anni e sono laureata scienze motorie, da qualche anno lavoro per una asd come insegnante di judo e poi ho lavori di vario genere, qualche mese in centri fitness, qualche mese a scuola come insegnante di ed.motoria, ecc. Il tutto rientra nei 7500 euro che non superando mi evitano tasse e dichiarazione di redditi.
    Ora però mi piacerebbe iniziare a dare lezioni private come personal trainer per conto mio, si tratterebbe di poche ore a settimana (da 1 a 4 o 5 al massimo).
    Non supererei certamente i 5000 euro annui ma non capisco la questione dei 30 giorni, io magari vedo un cliente per 2 mesi ma un paio di volte a settimana, ho superato i 30 giorni o no? Mi sento stupida a fare certe domande ma ci tengo a fare le cose per bene senza mettermi nei casini… Potrò emettere fatture per prestazioni occasionali e gestire in questo modo la cosa? In attesa di una sua risposta la ringrazio e le auguro una buona giornata.
    Elena

    Commento by Elena — @

  41. Buongiorno,
    faccio parte del consiglio direttivo di una ASD, noi concediamo l’uso saltuario di locali a una nostra socia e per questo percepiamo compensi minimi (sui 100 € al mese) che ci servono per tamponare i costi di affitto del locale (sui 1200 €) sui quali ci viene fatturata anche l’IVA perchè chi ci ha affitta è una società e non un privato. A questo punto le 2 condizioni di cui sopra non sono entrambe soddisfatte perchè la signora viene per + di 30gg all’anno. Leggendo gli oneri di apertura partita IVA (3200 € + commercialista) + l’IVA che la signora deve pagare se emettiamo fattura direi che non riusciamo a compensare con l’IVA che invece paghiamo all’anno per l’affitto (possiamo compensare vero?)quindi, in conclusione, non ci conviene aprire Partita Iva e quindi dobbiamo rinunciare a quell’irrisorio compenso ?

    Commento by beta — @

  42. Salve, ho letto due volte l’articolo in questione, ma mi rimane sembre un dubbio. Faccio lezioni private di pianoforte ed ho pochi allievi al momento, quindi sto nettamente sotto i 5000€ annui previsti, però queste lezioni sono svolte costantemente per 9 mesi l’anno. Secondo lei/voi serve solo dichiarazione dei redditi o anche partita iva?
    Grazie in anticipo
    Enrico

    Commento by Enrico — @

  43. Ciao Enrico, tu dici che lavori costantemente per 9 mesi l’anno. Nell’articolo c’è scritto:

    “Prestazione di durata inferiore a 30 giorni”

    9 mesi sono forse inferiori a 30 giorni? No. Allora non è attività occasionale.

    Eppure l’articolo mi sembra chiaro.

    Commento by Sir Vester — @

  44. Buongiorno Sir,

    sono uno dei tanti che ha trovato interessante il tuo articolo, ma come tanti ho alcuni dubbi sull’applicazione pratica dei concetti comunque chiaramente espressi da te. Mi spiego meglio. Se volessi metter su un sito che offre un servizio di consulenza a pagamento e immaginando di restare sotto il tetto dei 5000€ mi pongo la seguente domanda:
    il sito è online H24, quindi l’offerta del servizio è continuativa, tuttavia le prestazioni effettive richieste potrebbero anche essere 3 in un anno. Sarebbe come avere uno studio professionale poco frequentato, ma se non ho capito male, la partita IVA ci vuole ugualmente.
    Tuttavia pare che il signor Umberto di qualche post addietro che intraprende la sua attività vendendo 100 collanine a 3€ cadauda, immaginando che lo faccia su un sito internet, non abbia bisogno di partita IVA.
    Che differenza ci sarebbe tra le due attività online? Vendo 100 collanine in un anno o faccio 100 consulenze in un anno?
    In sostanza, per attività continuativa di deve intendere l’offerta del servizio/bene o l’effettiva prestazione/vendita?

    Ti ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

    Giuseppe

    Commento by Giuseppe — @

  45. Giuseppe, ti faccio io una domanda: se apri un centro commerciale e in un anno entrano solo 3 persone, secondo te puoi evitare di aprire la partita IVA? Puoi considerare l’apertura di un centro commerciale come un’attività occasionale solo perché vendi raramente?

    Commento by Sir Vester — @

  46. Ciao ho letto l’articolo peró scusami se magari ti faccio una domanda sciocca
    io faccio traduzioni é una cosa saltuaria e di certo non ho raggiunto i 5000 annui ma non ho capito la questione: Prestazione di durata inferiore a 30 giorni
    Cioé nel mio caso mi mandano una o piú pagine io traduco in una settimana e fine rapporto lavoro. Poi capace che vengo ricontattata 1 settimana dopo da un’altra persona … quindi va aperta o no?
    Basta solo dichiarare i guadagni a fine anno?
    Complimenti per il sito.

    Commento by Anna — @

  47. ciao, complimenti per la professionalità e disponibilità.
    io parto da zero, sono in comunicazione con il commercialista per aprire una partita iva per vendere un romanzo storico, produrre oggettistica in ceramica e svolgere il mio lavoro saltuario di archeologo. lui mi ha parlato di entrare in una categoria protetta dove non è obbligatorio pagare l’Inps fissa ma solo in base ai guadagni purchè siano sotto i 30000 €. vorrei un consiglio sapere cosa ne pensa della situazione.
    grazie
    alessio

    Commento by alessio — @

  48. Ciao Alessio, si tratta del regime dei superminimi. E’ praticamente un passo obbligato.

    Commento by Sir Vester — @

  49. Ciao grazie per l articolo, vorrei però chiederti una cosa nello specifico ( visto che ti occupi di materia elettronica :))
    Volevo iscrivermi come sviluppatore android per pubblicare una mia app che sinceramente non so se venderà tanto o meno , ma non credo più di 30 40 copie al mese ad 1 € ( nel migliore dei casi).
    Ora vorrei sapere come mi devo comportare, devo fare una partita IVA oppure no.
    Google al momento di upgradare il proprio account da ” venditore free” a ” venditore di app a pagamento ” chiede che tipo IVA applicare ,queste le opzioni
    niente, unica per tutti, specifica per ogni nazione
    ma io non so come comportarmi.
    Cosa dovrei impostare ? È in caso non avessi bisogno di p IVA Mi basta fare una fattura come prestazione occasionale ?
    Ti ringrazio anticipatamente
    Francesco

    Commento by Francesco — @

  50. Ciao, vorrei chiederti una cosa, io sono un tecnico di computer, per ora non avendo trovato lavoro mi arrangio riparando pc casa per casa, ho applicato in giro per la città volantini in cui mi offro come tecnico di pc ecc…, ora questa “attività” può essere giudicata come abituale o saltuaria? ovviamente non è che ricevo chiamate tutti i giorni, anzi… putroppo sono anche poche, quindi come dovrei comportami?

    Commento by Emanuele — @

  51. Articolo molto interessante. Trovo solamente un punto poco chiaro: perché una prestazione possa essere considerata come occasionale devono essere veri entrambi i punti 1(entro i 30gg) e 2 (entro i 5000€) oppure solo uno dei due è sufficiente? Grazie mille

    Commento by Michela — @

  52. Devono essere veri entrambi

    Commento by Sir Vester — @

  53. Gentile Sir Vester,

    Ho letto con estremo interesse il suo articolo e avrei una domanda secca da farle.
    Sono lavoratore dipendente ma nel tempo libero mi diletto a comprare cellulari e tablet usati su ebay annunci e siti simili per poi rivenderla a circa il 50 o anche il 100% in più dell’importo pagato…Facendo 2 calcoli non tocco i 5000€ di profitto annui ma tiro su almeno 300€ al mese… Le mie inserzioni sono presenti quasi ogni giorno su internet e volevo sapere se dovessi pagare qualche euro di tassa oppure no. Tengo a precisare che compro da privati per rivendere ad altri privati. Inoltre, nel caso in cui dovessi “incappare” in alcuni controlli, come sarebbe possibile risalire al mio flusso di denaro?? Dei privati a cui rivendo non ho piú ne numero di telefono ne niente e chissà adesso dove sono! Per di piú i pagamenti avvengono sempre per mezzo contanti e quindi non sarebbe cosa facile avere uno specchio completo del flusso di denaro, mi sbaglio?

    Sperando in una sua gentile risposta, Daniele.

    Commento by Daniele — @

  54. Ciao Sir,

    ho aperto un negozio nel mese di dicembre ’13 ma purtroppo a oggi l’ incasso è di circa 2.000 euro lordi…l’INPS ha già bussato alla porta con i suoi 3.200 euro…ecco la domanda: come faccio a pagare l’ inps di 3.200 se ne guadagno meno di 5.000 annui?
    grazie in anticipo.

    Commento by nicola — @

  55. Buongiorno, trovo il suo articolo molto interessante, vorrei chiederle un chiarimento.
    Se faccio occasionalmente trucchi a bambini, e la somma che viene pagata è di 3 euro cad. 1, oltre alla ricevuta che ha indicato che va’ emessa, ho sentito parlare anche di dover fare una comunicazione al Comune dove viene fatto l’evento. Le risulta questo?
    Grazie.

    Commento by fede — @

  56. In che senso ‘ durata non superiore ai 30 giorni ? ‘
    Vi spiego : io vendo delle magliette che produco personalmente , e ho un fatturato annuo irrisorio che non supera neanche lontanamente i 5000 euro , è praticamente un hobby ; in questo caso , come mi devo relazionale con questa clausola dei 30 giorni ? Vuol dire che posso fare questa attività solo per 30 giorni ?

    Ps. Potreste rispondermi via e-mail ?

    Commento by Lorenzo — @

  57. @Lorenzo la tua è una vera e propria attività commerciale di produzione di beni e vendita e come tale non la puoi cosiderare un hobby, se poi guadagni o meno quello non è un problema fiscalmente rilevante, che poi su ebay non ti troverà mai il fisco bhè quello è un altro discorso ma se ti dovessero beccare non vorrei essere nei tuoi panni ne di quelli che come te pensano che coprare e vendere cellulari in maniera continuativa sia un hobby non tassato, mha…..

    Commento by Andrea — @

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