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Il PageRank NON È Morto

Il PageRank è davvero morto? Non è più importante ai fini del posizionamento di un sito nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca, meglio note come SERP? Molti “esperti” di SEO dichiarano senza mezzi termini che il PageRank non è più importante come lo era una volta. Altri pensano che sia ancora importante. Io credo, come al solito, che la verità stia nel mezzo. Vediamo.

Prima di tutto cos’è il PageRank? Il PageRank è un algoritmo di Link Analysis Ranking. Altri algoritmi simili sono HITS (Ask Jeeves, Teoma), Salsa e In-Degree (Altavista, Lycos, Hotbot). Un algoritmo di Link Analysis Ranking è un metodo mediante il quale viene assegnato un punteggio ad una pagina web, allo scopo di determinarne l’importanza all’interno di un insieme di pagine. In parole povere si tratta di un metodo per ordinare i risultati forniti dai motori di ricerca dal più rilevante al meno rilevante. A che serve un metodo per ordinare i risultati forniti dai motori di ricerca? Ti faccio un esempio pratico: se cerchi “papavero rosso” su Google, otterrai qualcosa come 230.000 risultati, cioè 230.000 pagine che in teoria potresti consultare. All’interno di questo insieme di pagine però, in realtà potresti trovare di tutto: dai fiori di papavero all’agriturismo “Il Papavero Rosso”, passando per il balletto “Il papavero rosso” di Reinhold Glière. Ora, quale tipo di informazione stiamo cercando? Un balletto, un fiore o un agriturismo? Google non può saperlo. Le cose cambiano se tu digiti su Google “balletto papavero rosso” Ora Google sa che tu stai cercando un balletto e mostrerà “solo” 44.600 risultati. Sono sempre tanti, come fare per ordinarli in base alla loro pertinenza? Ecco appunto: serve un criterio (ad esempio il PageRank). Per i non informatici: un algoritmo è un metodo per risolvere un certo tipo di problema attraverso un numero ben definito di operazioni.

Il PageRank venne brevettato da due studenti della Stanford University, Sergey Mikhailovič Brin e Lawrence Edward “Larry” Page, i fondatori di Google (1998), un’azienda che fattura 29 miliardi di dollari l’anno, nonché il sito web più visitato al mondo. Una curiosità: come moltissime altre invenzioni, l’idea di un algoritmo di questo tipo è venuta ad un italiano: Massimo Marchiori.  Ecco cosa dice Wikipedia su Hyper Search, il motore di ricerca da lui inventato:

Hyper Search è un motore di ricerca creato dall’italiano Massimo Marchiori. Questa tecnica si basa sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web. Ha aperto la strada per la seconda generazione di motori di ricerca (in particolare a Google che poi sviluppò il PageRank).

Il PageRank è un algoritmo  che associa ad ogni pagina web un valore da 0 a 10. Quando una pagina viene citata da altri siti mediante un link, in pratica è come se ricevesse un voto e di conseguenza aumenta il suo PageRank. Di quanto aumenta? Dipende dal PageRank del sito che inserisce il link e dal numero di link in uscita di quel sito. Le pagine web appena pubblicate hanno un valore pari a 0. Ogni 3 o 4 mesi però, Google aggiorna il valore del PageRank per ogni sito. Il valore può aumentare o diminuire in base ad alcuni criteri. Aumenta se il sito viene citato da alti siti, diminuisce in caso di penalizzazioni.

Dal 2001, l’algoritmo PageRank non è mai stato totalmente abbandonato da Google. Anzi, ancora oggi, viene aggiornato ogni 3 o 4 mesi. Se non fosse più importante, perché mai Google si prenderebbe la briga di aggiornarlo ogni 3 o 4 mesi? Perché PageRank non è mai stato abbandonato? Perché rappresenta la parte più importante di Google. Per capirlo, basta fare un semplice ragionamento. Ci sono milioni di pagine web su Internet, mentre la pagina dei risultati di Google, può mostrare solo 10 risultati. Come ben sappiamo infatti, la stragrande maggioranza delle persone che effettua delle ricerche sui motori di ricerca, non va al di là della prima pagina. È evidente quindi, che qualsiasi gestore di sito web ambisce ad arrivare nella prima pagina di Google. Ora, se esistessero dei fattori facilmente manipolabili dai gestori dei siti web per arrivare nelle prime posizioni, tutti noi faremmo carte false pur di raggiungere quell’ambito traguardo, giusto? Anche a discapito della qualità della pagina. Non so, magari riempiremmo le nostre pagine con le parole più cercate, anche se non hanno molto a che fare con il resto del sito. Ecco allora che si rendono necessari dei criteri per determinare la rilevanza  di una pagina web, che non siano manipolabili dal gestore di quella pagina. Servono dei criteri che siano esterni alla pagina (infatti si parla appunto di fattori SEO “off page”). Quali sono i fattori esterni ad una pagina che non siano manipolabili dal suo proprietario? Me ne vengono in mente due:

  1. I link provenienti dagli altri siti (e di conseguenza il PageRank ricevuto)
  2. Gli apprezzamenti positivi delle persone che effettuano le ricerche

Il primo criterio è alla base del PageRank, mentre il secondo è alla base dell’EdgeRank (o PeopleRank, come lo ha battezzato qualcuno), l’algoritmo di ranking utilizzato da Facebook. Su Facebook, tutto ciò che scrivi diventa più o meno visibile in base agli apprezzamenti (“mi piace”) dei tuoi amici. Su Google, a parte il bottone +1, ancora non esiste un criterio simile all’EdgeRank. Inoltre, basarsi su criteri come quelli adottati dall’EdgeRank, è fonte di rischi non banali che potrebbero trasformare il web da democratico ad aristocratico. Di conseguenza, l’unico criterio di ranking non manipolabile dai gestori dei siti web risulta essere ancora il PageRank.

Alcuni scettici e/o “esperti” SEO, potrebbero obiettare che ci sono pagine web con basso PageRank che arrivano ai primi posti nelle SERP. Ebbene, è vero fino ad un certo punto. Forse avrai notato anche tu che qualsiasi cosa tu stia cercando su Google, quasi sempre ti apparirà tra i primissimi posti una pagina di Wikipedia. Nel caso non lo sapessi, Wikipedia ha un PageRank pari a 7 per la versione italiana e pari a 9 per la versione internazionale. Ovviamente il PageRank è fondamentale ma non è tutto. Altrimenti non si spiegherebbe come mai alcune pagine sono posizionate meglio di altre pur avendo un PageRank più basso. Infatti, come dice lo stesso Matt Cutts (il portavoce di Google), Google utilizza più di 200 fattori per determinare il posizionamento di una pagina web nei risultati (ranking). Personalmente ne ho contati 206. Il punto è che moltissimi di questi, hanno un’importanza davvero minima. Ad esempio, evidenziare una parola con il grassetto, è un fattore di ranking, ma la sua importanza è pressoché nulla.

Il PageRank va a braccetto con il TrustRank, cioè l’autorevolezza, il livello di fiducia della quale un sito web gode agli occhi di Google. Wikipedia ha un alto TrustRank, così come molti siti autorevoli che esistono da parecchi anni, tipo Adobe, Microsoft, Apple, etc. Infatti Adobe ha PageRank pari a 9. Apple pari a 9 e Microsoft pari a 8. Quante pagine web parlano di Adobe, di Microsoft o di Apple? La parola “apple” ad esempio, se digitata su Google fornisce 2.200.000.000 di risultati (2 miliardi e 200 milioni). Eppure, digitando “apple” in prima posizione apparirà inevitabilmente il sito della Apple (PageRank = 9). ;-) A parità di altri fattori di ranking quindi, il PageRank fa ancora la differenza. Per eliminare totalmente l’importanza del PageRank, Google ha una sola strada: dare la possibilità alle persone di votare le pagine che appaiono tra i suoi risultati (con gli inevitabili effetti collaterali del caso), ad esempio attraverso il famoso bottone +1. Fino a quando l’uso di tale bottone non sarà diffuso a livello globale però, non ci si potrà fare totale affidamento. Insomma, il PageRank forse morirà quando verrà completamente sostituito dai voti espressi dalle persone con il bottone +1. Forse.

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