Skip to content

I corporate blog funzionano oppure no?

Il Social Media Marketing sta letteralmente esplodendo. Anche le grosse aziende se ne stanno accorgendo. Piano piano stiamo passando dal web marketing tradizionale al social media marketing. A dire il vero il marketing è sempre esistito e le strategie sono sempre le stesse. Nel marketing “tradizionale” ci sono gli spot televisivi con tanto di testimonial? Bene, anche nel web marketing ci sono i testimonial nelle lettere di vendita.
Nel marketing tradizionale si offrono delle garanzie ai consumatori? Similarmente, nel web marketing si offrono delle garanzie. Un venditore “offline” di automobili pratica upselling? Esatto, ci puoi scommettere: ci sono internet marketer che adottano tecniche di upselling online.

Oggi però qualcosa sta cambiando: il dialogo tra azienda e consumatori non è più a senso unico. Il web 2.0 impone interazione, dialogo, scambi di idee e opinioni. Ci sono le comunità virtuali e le aziende iniziano a partecipare ai dialoghi. Se ieri era necessaria una presenza su Internet con un sito web, oggi questo non basta più. Anzi, il classico sito web vetrina è obsoleto, perché permette un dialogo unidirezionale e non consente l’interazione con i consumatori. Molto meglio un blog aziendale (o corporate blog, per dirla all’americana).
I corporate blog permettono alle aziende di pubblicare notizie e informazioni sui loro prodotti e consentono ai consumatori di interagire con i commenti. Attenzione però: molti sono i casi di insuccesso. Molte sono le aziende che in passato si sono avvicinate ai blog per poi abbandonarli lentamente. Il motivo? Scarsi risultati, scarso interesse dei consumatori, scarso coinvolgimento con gli utenti, pochi commenti, pochi abbonati ai feed. Infatti non basta aprire un blog, occorre animarlo. Occorre coinvolgere gli utenti. Altrimenti torna ad essere un sito web come quelli del vecchio e logoro web 1.0.

La Ducati, dopo un mese di pausa, ha ripreso a scrivere nel suo blog, ma altre aziende come la Mandarina Duck, hanno deciso di smettere di scrivere. Perché il blog di Mandarina Duck ha sospeso ogni attività? La Dell ha creato un blog dove i consumatori possono interagire segnalando idee e suggerimenti. I suggerimenti vengono votati dagli stessi utenti e le idee migliori svettano in classifica. Perché le aziende italiane non apprendono da quelle straniere? Perché alcune aziende italiane non hanno ancora capito le potenzialità della Rete e si autodistruggono facendo pubblicità negativa?

Insomma, i corporate blog funzionano oppure no? Dipende. Se l’azienda che apre il blog ha ancora in testa l’idea del sito vetrina e si preoccupa esclusivamente del numero dei visitatori, beh, si può essere certi che il blog prima o poi chiuderà. Per gestire un blog di successo, occorre prima di tutto essere dei blogger. Il blogger diventerà una professione a tutti gli effetti, ne sono sicuro. Non ci si può improvvisare blogger, occorre prima di tutto conoscere le dinamiche della blogosfera. Non basta aprire un blog in fretta e furia perché va di moda. Un corporate blog può essere utile per ricevere feeedback dagli utenti e per instaurare un rapporto di fiducia con gli stessi. Se il visitatore percepisce un blog come una sorta di vetrina virtuale dove l’azienda propone esclusivamente i propri prodotti, non credo che diventerà un assidio lettore di quei post. La corretta gestione dei contenuti è fondamentale. Non partecipare alle discussioni che avvengono in Rete è un grosso errore. Impedire i commenti per timore di feedback negativi è un altro errore. Fare da sè invece di affidarsi a blogger professionisti è forse l’errore più grosso. Sarebbe come se ci si improvvisasse idraulici, allagando casa nel tentativo di ristrutturare il bagno. Ad ogni modo, volendo stilare una breve lista delle cose da fare e quelle da evitare, suggerirei:

Da fare

  1. mantenere il blog aggiornato (non c’è peggior cosa di un blog con l’ultimo post risalente a qualche mese fa)
  2. instaurare un rapporto di fiducia con i visitatori (giusto per iniziare, abilitiamo i commenti)
  3. partecipare all’interno della blogosfera (perché non commentare su blog che trattano argomenti affini?)
  4. realizzare contenuti originali e informativi (la gente cerca informazioni, non prodotti da acquistare)
  5. dedicare al blog il giusto tempo e le giuste risorse (pianificare la gestione del blog come una qualsiasi attività aziendale)
  6. essere informali e aperti al dialogo

Da NON fare

  1. orientare il blog unicamente alla vendita (il blog non è un sito vetrina)
  2. creare un blog fai da te (affidarsi ad un team di professionisti, a dei blogger professionisti)
  3. agire d’impulso nei confronti di commenti negativi (magari minacciando querele, tipico sport nostrano)

(Ehi, psst... vuoi sapere come puoi guadagnare lavorando su Internet? Allora prova a dare un'occhiata al corso online Impresa Pratica)


I dati saranno trattati nel pieno rispetto della legge sulla privacy (testo reperibile qui: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1311248)

2 commenti

  1. Concordo. Aggiungerei inoltre:

    Da fare:
    Coinvolgere i collaboratori nel blogging aziendale.

    Non fare:
    usare un linguggio burocratese e incomprensibile al lettore.

  2. Sir Vester scrive:

    Sul burocratese sono d’accordo, infatti lo avevo già messo come punto 6: essere informali e aperti al dialogo. Sul coinvolgere i collaboratori non saprei… non tutti i dipendenti sono blogger esperti e a volte si potrebbero ricavare più danni che benefici. Secondo me chi gestisce un blog aziendale deve essere un team di persone esperte.

Lascia un commento