Il social media marketing può diventare uno spreco di tempo incredibile se fatto senza criterio. I social network esistenti sono tantissimi e via via ne nascono di nuovi. Un primo passo da fare è l’individuazione dei social network che vale la pena di seguire. Prima di tutto però, vorrei fare una piccola precisazione, in quanto spesso si parla indifferentemente di social network e di social media. Ad essere pignoli, i social network sono reti sociali, aggregazioni di persone, mentre i social media sono piattaforme che consentono la condivisione e la pubblicazione di contenuti da parte degli utenti. Ad esempio, un forum è un social network all’interno del quale le persone discutono su argomenti che li accomunano. YouTube invece, è un social media all’interno del quale gli utenti pubblicano video. In realtà questa distinzione è puramente teorica, in quanto nella realtà è molto difficile distinguere le due cose. YouTube ad esempio, è anche una comunità di utenti. Ora che sono riuscito a confonderti le idee, posso tornare tranquillamente all’argomento del post…
Secondo un recente sondaggio, le percentuali di aziende che stanno usando i social media sono queste:
- 65,4% social networking (es. Facebook, LinkedIn)
- 52,3% video/photosharing (es. YouTube, Flickr)
- 50,9% blogging
- 44,4% microblogging (es. Twitter)
- 24,8% podcasts
- 23,4% forums (es. Google groups)
- 17,3% product reviews (es. Amazon)
- 15,9% social bookmarking (es. Digg)
- 6,5% product design or co-creation (es. NikeID)
- 3,7% virtual reality (es. second life)
(il sondaggio si è svolto quest’anno e ha coinvolto 3.363 esperti di marketing tra quelli presenti su Fortune 1000, Forbes Top 200, aziende CMO Club e membri AMA e della Duke University).
Questi dati possono dare un’idea vaga dei social media che non dovrebbero essere trascurati. A dire il vero però non credo esista un modus operandi o una strada chiara e ben definita da seguire. Anche perché la maggior parte di coloro che si occupano di web marketing, sta iniziando a considerare i social media da pochissimo tempo. Secondo una recente ricerca sponsorizzata da Social Media Examiner infatti, su 900 esperti di marketing intervistati, l’88% di loro ha affermato di utilizzare i social media, MA ben il 72%, lo sta facendo da pochi mesi o ancora meno (il report è datato marzo 2009). Per questo motivo, l’elenco dei social network illustrato qui sopra, non dovrebbe essere considerato come un modello da seguire. Ad ogni modo, se la stragrande maggioranza degli esperti non utilizza ambienti come second life, qualche lezione la possiamo apprendere, no? Personalmente, non metterei al primo posto un social network come Facebook e al terzo posto un blog aziendale. Il blog, come ho scritto in un vecchio post, è il cuore del web marketing. Secondo me, ovviamente. Se dovessi stilare un elenco, l’ordine potrebbe essere questo:
- Blog
- Social network
- Video/Photo/Document sharing
- Social bookmark/Social news
- Forum
- Microblog
Come ho detto però, non esiste una strada unica. Inoltre molto dipende dagli obiettivi che si intende raggiungere. Fatta questa prima scrematura, prendo in esame il secondo punto dell’elenco e ritorno alla domanda iniziale: quali social network conviene usare? Un primo criterio potrebbe essere quello di ordinare i network per numero di utenti registrati. Non ha molto senso infatti, perdere molto tempo all’interno di network poco frequentati. Un secondo criterio potrebbe essere la localizzazione: ha senso ad esempio, perdere tempo su Biip? Direi di no, visto che si tratta di una comunità norvegese composta da 13.000 utenti. Seguendo tali criteri, la lista dei social network potrebbe essere così ordinata :
- Facebook (350.000.000 utenti)
- MySpace (270.000.000 utenti)
- Windows Live Spaces (120.000.000 utenti)
- Netlog (59.000.000 utenti)
- LinkedIn (53.000.000 utenti)
- Twitter (50.000.000 utenti)
- Flickr (32.000.000 utenti)
- Last.fm (30.000.000 utenti)
- Plaxo (10.000.000 utenti)
- Xing (8.000.000 utenti)
- Viadeo (6.000.000 utenti)
In realtà la lista andrebbe corretta. Gli utenti italiani di MySpace ad esempio, sono molti di meno. Non solo: a parte la continua perdita di terreno nei confronti di Facebook (18 milioni di utenti italiani a settembre secondo Inside Facebook), la sede italiana di MySpace è stata chiusa mesi fa. Queste cose fanno pensare che l’utilizzo di MySpace sarà sempre più ridotto. La diffusione di Twitter al contrario è in aumento esponenziale. Nonostante ciò, lo metterei temporaneamente all’ultimo posto, in quanto in Italia ad oggi è diffuso pochissimo (intorno ai 100-120.000 utenti che scrivono in italiano). Le cose però credo siano destinate a cambiare e prevedo una forte diffusione di Twitter anche nel nostro paese. Sempre riguardo a Twitter inoltre, c’è da considerare un altro fatto: il calo di interesse degli utenti. Stando alle parole di David Martin (Nielsen Online), più del 60% degli utenti americani di Twitter, smette di usarlo dopo il primo mese. Ma ha senso considerare esclusivamente gli utenti registrati ai vari social network? Se ti interessano i profili delle persone, probabilmente sì, ma non dovresti comunque trascurare il numero dei visitatori dei vari social network. Analizzando i quindi i visitatori dei vari social network (via Google AdPlanner), a dicembre 2009 l’ordine risulta questo:
- Facebook (19.000.000)
- Wikipedia (12.000.000)
- WordPress (5.600.000)
- Splinder (2.600.000)
- Wikio (2.200.000)
- MySpace (2.100.000)
- Flickr (2.000.000)
- Windows Live Spaces (2.000.000)
- Netlog (1.900.000)
- Photobucket (1.600.000)
- Diggita (1.500.000)
- Blogger (1.100.000)
- OkNotizie (1.000.000)
- Twitter (1.000.000)
- LinkedIn (830.000)
- Metacafe (460.000)
- Digg (260.000)
- Tumblr (240.000)
- Upnews (240.000)
- Vimeo (200.000
- Last.fm (200.000)
- Viadeo (150.000)
- Blogbabel (130.000
- ZicZac (120.000)
- Delicious (110.000)
- Xing (83.000)
- Stumbleupon (75.000)
- Plaxo (39.000)
Alcuni di questi siti non sono dei social network in senso stretto (come le piattaforme per blog) ma social media. Ovviamente in questo elenco non sono presenti tutti i blog che non si appoggiano a piattaforme pubbliche (come questo blog). Inoltre Google AdPlanner non fornisce dati per alcuni siti che pure ricevono molto traffico (tipo YouTube ad esempio, visto che la parola youtube è la più cercata in Italia dopo Facebook). Con questi dati in mano, puoi iniziare ad utilizzare i vari social network, per identificare quelli che potrebbero essere più adatti alle tue esigenze. Una volta capito il funzionamento e la dinamica dei siti, dovrai definire degli obiettivi per decidere quali network utilizzare. Questo però, sarà argomento di un successivo post.
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