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Social Media Marketing: Facebook, Twitter e Youtube

Facebook, twitter, friendfeed et similia, possono essere utili per la tua attività? In altre parole, ci puoi guadagnare qualcosa? Direi proprio di sì. Prendiamo ad esempio Facebook: in Italia ci sono circa 10 milioni di utenti iscritti. La maggior parte di queste persone, visitano Facebook per passare il tempo. Alcuni commentano nelle bacheche dei loro amici, altri giocano con Farmville, altri ancora leggono semplicemente ciò che scrivono i loro amici oppure guardano le foto e i video pubblicati. Insomma, la maggior parte delle persone diciamocelo, usa Facebook per il cazzeggio. Però ci sono alcune persone che invece usano Facebook per lavoro. Sembra incredibile eppure è così. Se ci pensi bene infatti, 10 milioni di utenti potrebbero essere visti come potenziali clienti della tua attività.

Facebook fa parte del cosiddetto web 2.0 ed è più precisamente un social media. Un social media è un luogo dove la gente apprende, legge e condivide informazioni e contenuti. Esempi di social media sono Wikipedia, Facebook, YouTube, Flickr, etc. In questi social media (o social network che dir si voglia), le persone sono collegate tra loro. Si tratta in sostanza di reti sociali che collegano amici, parenti, colleghi di lavoro, compagni di scuola, etc. Ora, c’è una branca del web marketing che si occupa di fare marketing all’interno di queste reti sociali. Tale branca si chiama social media marketing. Il social media marketing ti consente di sfruttare reti sociali come Facebook, Twitter, YouTube e via dicendo per:

  • promuovere la tua attività
  • promuovere il tuo marchio
  • promuovere la tua persona
  • trovare nuovi clienti
  • interagire con i clienti e creare fidelizzazione
  • scoprire cosa pensa la gente del tuo prodotto

non devi però considerare il social media marketing come un mezzo per vendere a tutti i costi il tuo prodotto (magari pubblicizzandolo in modo ossessivo e facendo spam). Purtroppo ci sono persone che fanno web marketing un po’ troppo aggressivo e pubblicizzano assiduamente i loro prodotti e/o servizi cercando di contattare più persone possibili. Per essere pratici: se vai su Facebook e mandi a tutte le persone che conosci messaggi del tipo: “compra il mio prodotto” o “vuoi guadagnare su Internet?”, non stai facendo social media marketing. Stai solo facendo spam e stai infastidendo gli utenti di Facebook. Facebook, Twitter o YouTube, vanno usati in modo più intelligente. Ti faccio alcuni esempi concreti. Prendiamo ad esempio YouTube:

Immagine anteprima YouTube

si tratta di un famoso video che spopolò sulla Rete tempo fa. E’ un classico esempio di marketing virale. Il marketing virale crea un prodotto (video, testo, audio) che si diffonde da solo e in modo incontrollato nella Rete, quasi fosse un micidiale virus (virale appunto). Un video virale, ottiene in poco tempo tantissime visite. Tantissime visite significano tantissimi potenziali clienti. Infatti, alla fine di un video puoi inserire l’indirizzo del tuo blog o del tuo sito web, se ne hai uno. Oppure puoi semplicemente inserire il nome del tuo marchio o l’indirizzo del tuo negozio. Se vendi consulenza, puoi inserire un indirizzo e-mail o un numero di cellulare. Il video a quel punto diventa un mezzo per diffondere i tuoi prodotti e/o servizi. Se hai un negozio su strada a Torino, difficilmente potrai vendere i tuoi prodotti a persone che vivono a Palermo o a Bologna. Un negozio su strada ha un mercato locale e quindi molto ristretto. Un video YouTube al contrario, può fare in breve tempo il giro del mondo grazie al passaparola.

Prendiamo un altro social media: Twitter. Twitter è un sito che consente alle persone di scambiarsi messaggi lunghi 140 caratteri. A differenza dei programmi di messaggistica istantanea come Skype o Messenger, l’interazione tra gli utenti non è uno a uno ma uno a molti. Questo vuol dire che quando scrivi un messaggio su Twitter, questo sarà visualizzato da tutte le persone che ti seguono. Molti definiscono Twitter come il social network di eccellenza per il business. Comunque dobbiamo sempre tenere ben presente che le realtà di paesi come l’America e l’Italia sono molto differenti. In America Twitter è molto usato mentre in Italia ancora ci sono troppi pochi utenti. Ma su Internet le cose sono destinate a cambiare molto velocemente. Pensa che tra breve Twitter sarà tradotto in italiano e credo che spopolerà anche da noi. Comunque anche in Italia ci sono alcune aziende che già usano Twitter in modo intelligente. Prendiamo ad esempio La Feltrinelli e le sue 128 battute:

http://twitter.com/128battute

La Feltrinelli ha superato gli 800 follower (persone che la seguono) in meno di due settimane  (pensa che il dominio 128battute.com è stato registrato il 10 novembre del 2009). Cosa hanno inventato? Un concorso di microletteratura. A partire dal 9 novembre infatti, chiunque può inviare al profilo Twitter creato da La Feltrinelli, un aforisma, una storia, una freddura, un proverbio, una poesia, insomma una frase composta da 128 battute. I 128 microracconti più originali saranno selezionati dalla giuria di La Feltrinelli e pubblicati in un volume distribuito a partire dal 21 marzo nei punti vendita La Feltrinelli. Idea davvero geniale, non trovi? La molla che ti fa partecipare è la possibilità di apparire all’interno di un libro con il tuo aforisma di 128 battute. Il pungolo è il desiderio di fama di molti di noi. Ok, ma cosa ci guadagna La Feltrinelli? Perché vuole avere migliaia di follower che seguono il suo profilo su Twitter? Beh, prima di tutto riuscirà a creare un libro gratis dal nulla. Infatti il testo viene creato dagli utenti di Twitter. Poi, un’altra cosa che mi viene in mente è la promozione. Esce un libro nuovo? Ecco che La Feltrinelli lo comunica a tutti i suoi “seguaci” di Twitter. Ma questo è solo un esempio e neanche tanto brillante. Un’altra cosa che potrebbe fare La Feltrinelli è sondare il terreno prima di pubblicare un nuovo libro, magari chiedendo pareri ai follower.

Bene, ti ho parlato di YouTube e di Twitter: potrei chiudere questo post senza parlare di Facebook? Direi proprio di no, visto che Facebook è il social network più seguito in Italia. Molti si chiedono ancora: ma Facebook può essere utile per il mio business? Beh, ti assicuro che mentre la maggioranza delle persone si pone ancora queste domande, una piccola minoranza (in crescita) di utenti già guadagna grazie a Facebook. Eccoti un esempio a mio avviso illuminante:

http://www.facebook.com/sprinkles

Si tratta della pagina Facebook di una pasticceria di Beverly Hills che si chiama “Sprinkles” ed è specializzata in cupcake (quelle mini tortine più piccole di una pastarella e avvolti da un foglio di carta increspata). Cosa si sono inventati quelli della Sprinkles? Semplice, ogni giorno pubblicano nella loro pagina di Facebook una o più parole “magiche”. Le prime 10 persone che si presentano nel loro negozio e pronunciano una di quelle parole, ricevono un cupcake in omaggio. Bene, mentre sto scrivendo, la loro pagina su Facebook ha raggiunto i 79.816 fan. Qui la molla che ti spinge a diventare fan e a seguire la loro pagina è evidente: puoi ottenere un dolcetto (reale e non virtuale) gratis. Se lo dovesse fare una pasticceria della mia città, diventerei subito un loro fan! Loro cosa ci guadagnano? Semplice: si autopromuovono gratuitamente. Non solo, magari possono chiedere ai loro fan cosa ne pensano di un particolare dolcetto oppure quale tipo di dolcetto vorrebbero gustare. Le possibilità sono infinite, basta dare sfogo alla fantasia e all’ingegno. Tutto questo è SMM, ossia Social Media Marketing. Ora, dopo aver letto questo post, pensi che il Social Media Marketing sia importante per la tua attività? ;-)

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